Femminicidio di Martina, la mamma depone in Aula con il braccialetto elettronico

Di fronte a lei c’era Alessio Tucci, l’ex fidanzato di Martina, accusato dell’omicidio della ragazza

A cura di Redazione
09 settembre 2026 21:00
Femminicidio di Martina, la mamma depone in Aula con il braccialetto elettronico -
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Oltre tre ore davanti ai giudici per raccontare sua figlia, il rapporto con Alessio Tucci e soprattutto quei momenti che hanno preceduto la scomparsa di Martina Carbonaro. Fiorenza Cossentino, madre della 14enne uccisa ad Afragola il 26 maggio 2025, ha ripercorso oggi in aula una delle pagine più dolorose della sua vita, rispondendo alle domande della Corte, della Procura e dei legali.La donna è entrata in tribunale indossando il braccialetto elettronico, misura applicata anche al marito dopo le minacce rivolte alla famiglia dell’imputato. Per gran parte dell’udienza ha parlato cercando di ricostruire fatti, rapporti e comportamenti, ma più volte l’emozione ha avuto il sopravvento. Soltanto una pausa ha interrotto una deposizione durata più di tre ore.Di fronte a lei c’era Alessio Tucci, l’ex fidanzato di Martina, accusato dell’omicidio della ragazza. Più volte Fiorenza ha guardato verso il monitor per osservare l’imputato. Tucci, però, per quasi tutta l’udienza è rimasto con il capo chino, seduto con la testa appoggiata alle mani.Nel suo racconto la madre ha ricordato anche il rapporto che si era creato tra la famiglia e il giovane. Tucci, infatti, era loro parente e proprio per questo era stato accolto in casa con fiducia. Una fiducia che, secondo le parole della donna, si sarebbe trasformata nel dolore più grande.Fiorenza ha inoltre descritto il comportamento del ragazzo nelle ore successive alla morte di Martina, secondo quanto da lei ricordato. Lo avrebbe visto preoccupato ma apparentemente tranquillo, tanto da partecipare alle ricerche della 14enne quando ancora non si conosceva la sorte della ragazzina. Anche quando i carabinieri si presentarono nell’abitazione dei Carbonaro per recuperare alcuni effetti personali di Martina, Tucci sarebbe apparso sereno e si sarebbe persino offerto di preparare il caffè ai militari.Prima di entrare in tribunale, Fiorenza aveva affidato ai giornalisti poche parole, ma dal forte significato: «L'amore è libertà e non è possesso, io voglio giustizia». Poi aveva spiegato il motivo della fiducia riposta nell’ex fidanzato della figlia: «L'avevamo affidata a lui, anche perché c'è una parentela tra le nostre famiglie, e lui ce l'ha uccisa».Il momento più difficile della testimonianza è arrivato quando uno degli avvocati di parte civile le ha chiesto di parlare di Martina. Il ricordo della figlia ha fatto crollare la madre, che tra le lacrime l’ha descritta così: «Era bella come il sole, piena di vita». Poi una richiesta rivolta direttamente all’imputato: «Vorrei che mi dicesse le sue ultime parole».Prima della madre era stata ascoltata Anna, l’amica che aveva trascorso con Martina le ultime ore prima dell’incontro con Tucci. Essendo minorenne, la ragazza ha deposto protetta da un paravento, senza essere visibile direttamente nell’aula.La giovane ha raccontato ciò che sapeva del rapporto tra Martina e Alessio, spiegando che la coppia si era già separata. Quel giorno, secondo la sua testimonianza, tra i due ci sarebbe stata una discussione dai toni pacati proprio sulla fine della relazione.Poi Anna avrebbe dovuto lasciarli soli per sbrigare una commissione. Un passaggio che, alla luce di quanto accaduto successivamente, assume un peso particolare nel racconto della giornata. La ragazza ha precisato di non essere a conoscenza di precedenti comportamenti violenti da parte di Tucci.Con Martina, ha aggiunto, aveva parlato anche di un altro ragazzo, un giovane con il quale la 14enne si scambiava messaggi attraverso la chat. Sarebbe stato proprio l’interesse per un’altra persona, insieme alla consapevolezza di non amare più Alessio, uno dei motivi per cui Martina aveva deciso di interrompere la relazione.Il processo proseguirà il prossimo 23 settembre. In quella giornata sono previste quattro nuove testimonianze. Tra i testi convocati c’è anche il ragazzo veneto amico di Martina, già emerso nel racconto dell’amica della vittima.

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