Diplomifici in Campania, pallottole ai giudici
Si tratta, al momento, di un’ipotesi investigativa che dovrà essere verificata dagli accertamenti in corso
Non ci sarebbe soltanto il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara tra i destinatari delle lettere minatorie accompagnate da proiettili. Il materiale intimidatorio sarebbe stato recapitato anche ad altre autorità impegnate, a vario titolo, nelle attività di contrasto al fenomeno dei cosiddetti diplomifici. Tra queste figurerebbe anche il procuratore aggiunto della Procura di Salerno.È quanto emerge da fonti qualificate citate dall’agenzia Ansa, secondo le quali la vicenda potrebbe essere collegata, almeno in parte, alle attività investigative condotte nell’area del Salernitano e, in particolare, nel territorio dell’Agro nocerino-sarnese.Si tratta, al momento, di un’ipotesi investigativa che dovrà essere verificata dagli accertamenti in corso. Il possibile collegamento con le indagini sul sistema dei diplomifici, tuttavia, introduce un elemento di particolare rilievo nella vicenda e porta l’attenzione su un settore sul quale negli ultimi anni il Ministero e la magistratura hanno intensificato controlli e verifiche.Il fenomeno dei diplomifici sotto la lenteCon il termine “diplomifici” vengono indicate quelle realtà scolastiche che, secondo le contestazioni emerse in diverse indagini, avrebbero consentito di ottenere diplomi attraverso percorsi formativi ed esami ritenuti solo formalmente regolari. Il fenomeno riguarda quindi istituti nei quali, secondo le ipotesi investigative, la frequenza e la preparazione degli studenti non corrisponderebbero alle effettive modalità con cui vengono successivamente conseguiti i titoli di studio.Il contrasto a queste situazioni è diventato negli ultimi anni una delle questioni affrontate dal Ministero dell’Istruzione, attraverso una combinazione di modifiche normative, controlli ispettivi e interventi sulle singole istituzioni scolastiche.Proprio le nuove disposizioni e l'intensificazione delle verifiche avrebbero prodotto una sensibile riduzione dei numeri complessivi in Campania. I dati relativi agli ultimi anni scolastici mostrano infatti un calo significativo degli iscritti e dei diplomati nelle scuole superiori della regione.In Campania crollano iscrizioni e diplomiSecondo i dati richiamati nella ricostruzione, nell'anno scolastico 2023/2024 gli iscritti alle scuole superiori interessate erano circa 33.900. Due anni più tardi, nell'anno scolastico 2025/2026, il dato sarebbe sceso a circa 26.900 studenti.Una contrazione che riguarda anche il numero dei diplomati. Gli studenti interni diplomati sarebbero passati da circa 19.300 a 15.300, mentre quelli esterni avrebbero registrato una diminuzione da 1.205 a 922.Il quadro regionale, dunque, racconta di una riduzione complessiva che si inserisce nel contesto delle misure adottate per rendere più stringenti i controlli sui percorsi scolastici e sugli esami finali.La situazione appare però differente se si restringe l'analisi alla provincia di Salerno.Il dato del Salernitano va in controtendenzaNel territorio salernitano, infatti, i numeri disponibili restituiscono un andamento diverso rispetto a quello regionale.Gli studenti frequentanti sarebbero aumentati da 9.250 nell'anno scolastico 2023/2024 a 10.218 nel 2025/2026. Un incremento si registrerebbe anche tra i diplomati interni, passati da 5.703 a 6.319.Il dato che invece segue la tendenza regionale è quello relativo ai diplomati esterni. In questo caso si registra una diminuzione: dai 378 del 2023/2024 si sarebbe passati ai 216 del 2025/2026.È proprio questa combinazione di dati a rappresentare uno degli elementi che gli osservatori guardano con maggiore attenzione: mentre a livello regionale il numero complessivo degli studenti interessati dal fenomeno risulta in diminuzione, nel Salernitano crescono sia le presenze degli studenti interni sia il numero dei diplomati interni.I numeri, da soli, non consentono naturalmente di stabilire l'origine di questa tendenza né di attribuirla automaticamente a irregolarità. Serviranno ulteriori verifiche per comprendere le ragioni della differenza rispetto all'andamento registrato nel resto della Campania.Sei scuole private hanno perso la paritàA rendere particolarmente delicata la situazione nella provincia di Salerno c'è inoltre un altro elemento: il Ministero ha revocato la parità scolastica a sei istituti privati presenti sul territorio provinciale.Le scuole interessate si trovano, in particolare, nell'area di Nocera e Pagani. I provvedimenti sarebbero legati alla contestazione del mancato rispetto di requisiti previsti dalla normativa scolastica.La perdita della parità rappresenta un provvedimento amministrativo di rilievo per un istituto privato, poiché incide sul riconoscimento della scuola all'interno del sistema nazionale di istruzione. Nel contesto delle verifiche sui diplomifici, queste decisioni costituiscono quindi uno degli strumenti attraverso cui l'amministrazione scolastica può intervenire quando vengono rilevate criticità.L'ipotesi investigativa sulle intimidazioniÈ all'interno di questo scenario che viene valutata la possibile connessione tra le minacce ricevute da Valditara e quelle indirizzate ad altri rappresentanti delle istituzioni impegnati nel contrasto al fenomeno.L'ipotesi, ancora da accertare, è che le intimidazioni possano essere state concepite come una forma di pressione nei confronti di chi ha contribuito a rafforzare i controlli sul settore.Un'eventuale correlazione dovrà essere dimostrata attraverso gli elementi raccolti dagli investigatori: dalla provenienza delle lettere alla natura dei proiettili, fino alle eventuali tracce e agli altri dettagli utili a individuare gli autori e a comprenderne il movente.