Detenuto ha la scabbia ma viene scambiata per dermatite

il detenuto avrebbe continuato ad avere contatti con gli altri reclusi e con il personale penitenziario

A cura di Redazione
27 settembre 2026 09:00
Detenuto ha la scabbia ma viene scambiata per dermatite -
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Per quasi tre settimane avrebbe manifestato problemi alla pelle durante la permanenza nel carcere di Fuorni, ma secondo quanto riferito la patologia sarebbe stata interpretata come una semplice dermatite da stress. La diagnosi di scabbia è arrivata soltanto dopo il trasferimento del detenuto in una comunità, dove il medico della struttura ha disposto una consulenza dermatologica.A raccontare la vicenda è il detenuto salernitano, assistito dall'avvocato Stefania Pierro, che nei giorni scorsi ha lasciato il carcere per essere sottoposto agli arresti domiciliari presso una comunità.I primi disturbi, stando alla ricostruzione, erano comparsi circa venti giorni prima. L'uomo sarebbe stato visitato in due occasioni dallo stesso medico e, in entrambe le circostanze, gli sarebbe stata diagnosticata una dermatite da stress. Per questo motivo sarebbe stato trattato con una crema, senza che venisse ipotizzata una patologia contagiosa.La nuova visita e la diagnosiLa situazione sarebbe cambiata dopo l'arrivo nella comunità. Il medico della struttura, riscontrando un quadro che avrebbe destato maggiore preoccupazione, ha richiesto una visita specialistica dermatologica.Dalla consulenza è emersa una diagnosi diversa: scabbia severa, una patologia contagiosa che ha richiesto l'immediata applicazione delle misure di prevenzione previste.L'uomo è stato quindi isolato all'interno della comunità, dove è stato collocato da solo per limitare il rischio di trasmissione ad altre persone.Il nodo della permanenza a FuorniÈ proprio sulla fase precedente alla diagnosi che si concentra ora l'attenzione della difesa. Secondo quanto riferito, durante la permanenza a Fuorni il detenuto avrebbe continuato ad avere contatti con gli altri reclusi e con il personale penitenziario, nonostante i disturbi cutanei e le due visite mediche.In quella fase, sempre secondo la ricostruzione fornita, non sarebbero state adottate misure di isolamento o altre precauzioni specifiche, proprio perché la scabbia non era stata individuata.La vicenda pone quindi interrogativi sulle modalità con cui sono stati valutati i sintomi manifestati dal detenuto e sull'eventuale rischio di contagio all'interno dell'istituto penitenziario. Aspetti che dovranno essere eventualmente verificati sulla base della documentazione sanitaria e degli accertamenti del caso.

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