Corruzione Tav, anche sfruttamento e amianto non smaltito

Le modalità di smaltimento sarebbero state oggetto anche di conversazioni intercettate dagli investigatori e acquisite agli atti dell'inchiesta

A cura di Redazione
29 settembre 2026 15:00
Corruzione Tav, anche sfruttamento e amianto non smaltito -
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Dieci persone ai domiciliari, altre sottoposte a obblighi e tre sospese dal pubblico servizio. È il bilancio dell'operazione della Guardia di finanza nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Napoli sulle opere infrastrutturali collegate alla realizzazione della linea ferroviaria Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari, con particolare riferimento alle tratte nelle province di Napoli, Avellino e Benevento.Le persone coinvolte sono complessivamente 20. A vario titolo vengono contestati i reati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, emissione di fatture per operazioni inesistenti, corruzione per l'esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio e favoreggiamento.L'indagine, coordinata dalla Procura di Napoli e condotta dalla Guardia di finanza, ha portato all'esecuzione di un'ordinanza del gip del Tribunale di Napoli.Rifiuti con tracce di amiantoTra gli aspetti emersi dall'inchiesta c'è anche la gestione dei rifiuti prodotti nei cantieri. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, rifiuti pericolosi provenienti anche dagli scavi in galleria, nei quali sarebbero state rilevate tracce di amianto, sarebbero stati smaltiti utilizzando un riferimento riconducibile a rifiuti non pericolosi provenienti da attività di costruzione e demolizione.I materiali sarebbero arrivati anche dagli scavi effettuati nel cantiere di Grottaminarda, in provincia di Avellino.Le modalità di smaltimento sarebbero state oggetto anche di conversazioni intercettate dagli investigatori e acquisite agli atti dell'inchiesta. In una conversazione del 27 giugno 2023, uno degli interlocutori avrebbe richiamato i limiti imposti dal protocollo di legalità, affermando: «Per il protocollo di legalità non lo puoi fare, poi se lo vuoi fare è una scelta tua».Nella stessa conversazione sarebbe poi arrivata l'indicazione: «Smaltisci tutto quello che gli devi smaltire, non ti creare problemi e vai avanti».Le frasi sono riportate negli atti dell'indagine e dovranno essere valutate nell'ambito del procedimento giudiziario.Le misure cautelariSul fronte delle misure, 10 persone sono state sottoposte agli arresti domiciliari. Per altre cinque sono stati disposti l'obbligo di dimora nel comune di residenza e l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.Per due persone è stata invece disposta la combinazione tra obbligo di dimora, obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e sospensione totale dall'esercizio di un pubblico servizio per un anno.Infine, altre tre persone sono state raggiunte dalla misura interdittiva della sospensione totale dall'esercizio di un pubblico servizio per un anno.Le contestazioni sono formulate nella fase delle indagini preliminari: per gli indagati vale quindi la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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