Cinghiali tra le abitazioni in Campania, scoppia la paura

La situazione ha alimentato nelle ultime settimane numerose richieste di intervento e appelli da parte dei cittadini

A cura di Redazione
18 settembre 2026 14:30
Cinghiali tra le abitazioni in Campania, scoppia la paura -
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I cinghiali tornano a spingersi nelle zone abitate di Benevento e, insieme agli avvistamenti, crescono preoccupazioni e tensioni tra residenti e agricoltori. La presenza degli ungulati, ormai una costante nelle campagne del capoluogo e della provincia, negli ultimi giorni è tornata a interessare con maggiore frequenza anche aree dove abitazioni e strade sono a ridosso dei territori rurali.Tra le zone maggiormente interessate vengono segnalate Gran Potenza, Cellarulo, via Sturzo, San Vitale, Pantano, via Capasso Torre, Santa Clementina e Monteguardia. Un fenomeno che non riguarda soltanto la percezione dei residenti: tra le conseguenze segnalate ci sono anche gli incidenti stradali provocati dalla presenza improvvisa degli animali sulla carreggiata e le richieste di risarcimento presentate dagli agricoltori per i danni alle coltivazioni.La situazione ha alimentato nelle ultime settimane numerose richieste di intervento e appelli da parte dei cittadini, fino all’annuncio di iniziative di protesta e possibili sit-in davanti a Palazzo Mosti.Mastella: «Il Comune non ha responsabilità»Sul tema è intervenuto il sindaco Clemente Mastella, che attraverso i social ha voluto chiarire il ruolo dell’amministrazione comunale nella gestione dell’emergenza.«Sulla presenza di cinghiali comprendo sia i residenti, soprattutto delle contrade, sia gli agricoltori. Ma il Comune non ha responsabilità, può solo segnalare», ha scritto il primo cittadino, sottolineando come il problema abbia ormai assunto dimensioni che vanno oltre il territorio comunale.Mastella ha aggiunto di avere personalmente riscontrato la presenza degli animali anche nei pressi della propria abitazione e ha definito il fenomeno «reale» e di livello «regionale e nazionale». Il sindaco si è detto disponibile a incontrare i cittadini, invitando però ad abbassare i toni: «A me interessa garantire la serenità della comunità».Sul fronte venatorio, intanto, il calendario della Regione disciplina l’avvio delle battute di caccia, previste a partire dal 1° ottobre.La strategia regionale: catture e selezioneLa gestione della presenza degli ungulati coinvolge principalmente la struttura provinciale della caccia che fa capo alla Regione Campania. Negli ultimi anni sono state messe in campo diverse iniziative di contenimento e monitoraggio e, dalla scorsa primavera, è stata mantenuta una sorveglianza specifica per monitorare la presenza degli animali lungo il perimetro del capoluogo.Per la zona di Gran Potenza sono già stati effettuati alcuni interventi negli ultimi giorni, mentre dalla prossima settimana è previsto un ulteriore rafforzamento delle attività.Giuseppe Porcaro, funzionario responsabile per il Sannio, ha indicato anche alcune possibili modifiche operative. Tra queste la possibilità di consentire ai selettori di intervenire, dal primo aprile al 30 settembre, anche nei territori assegnati alle squadre di caccia, possibilità che attualmente non è prevista. La proposta dovrebbe essere sottoposta al tavolo tecnico regionale.Porcaro ha inoltre richiamato la necessità di valutare, sul piano nazionale, anche strumenti di sterilizzazione degli animali, affiancandoli alle attività di selezione. «Serve uno sforzo di tutti», ha sottolineato.A Gran Potenza nuove cattureNel frattempo, per Gran Potenza sono previsti nuovi interventi. È in programma un confronto con il Comune e l’impiego dei selettori, insieme all’installazione di gabbie di cattura e all’organizzazione di attività di “girata”, finalizzate a intercettare e allontanare gli animali presenti nell’area.Secondo gli studi effettuati sulla provenienza degli ungulati, quelli che raggiungono le zone del capoluogo arriverebbero in particolare da Castelpoto, dal Taburno e dalle oasi delle zone umide beneventane.L’obiettivo degli interventi sarà quindi quello di ridurre la presenza dei cinghiali nelle aree maggiormente vicine alle abitazioni e alle strade, cercando al tempo stesso di limitare i rischi per la circolazione e i danni alle coltivazioni. La questione resta però complessa e richiede il coordinamento tra enti locali, strutture regionali e soggetti impegnati nelle attività di gestione della fauna selvatica.

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