Uliveti in fiamme, c'è la pista dolosa
Gli investigatori stanno utilizzando anche strumenti di analisi delle evidenze fisiche e immagini satellitari per ricostruire il fronte del fuoco
L’Irpinia torna a fare i conti con l’emergenza incendi. Dal rogo sul Monte Calvario, a Greci, alle fiamme che hanno interessato gli uliveti di Taurano, fino alle sterpaglie lungo l’autostrada A16, una nuova sequenza di episodi riaccende l’allarme sul rischio incendi nel territorio provinciale. Sugli ultimi roghi sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri forestali e non viene esclusa, al momento, l’ipotesi di una matrice dolosa.L’episodio che ha destato maggiore attenzione è quello divampato in località Monte Calvario, nel territorio di Greci. Sul posto sono intervenuti i carabinieri forestali di Avellino e i militari dell’Arma, impegnati nei sopralluoghi per ricostruire l’origine delle fiamme e individuare eventuali responsabilità.Gli investigatori stanno utilizzando anche strumenti di analisi delle evidenze fisiche e immagini satellitari per ricostruire il fronte del fuoco e verificare le circostanze che hanno portato all’incendio.Ma quello di Greci non è un episodio isolato. Nei giorni scorsi un rogo ha interessato gli uliveti di Taurano, nel Vallo di Lauro. Le fiamme sono state domate grazie all’intervento della Comunità Montana Partenio Vallo Lauro, che ha lavorato anche alla messa in sicurezza dell’area.Un altro incendio ha invece interessato alcune sterpaglie lungo la A16, nei pressi di Baiano. Episodi differenti per luogo e caratteristiche, ma accomunati dalla presenza di vegetazione secca e dalle condizioni che, durante l’estate, favoriscono la rapida propagazione delle fiamme.Circa 200 interventi dei vigili del fuocoA fotografare la portata del fenomeno sono anche i dati dei vigili del fuoco di Avellino. Da giugno alla metà di agosto i pompieri sono intervenuti circa 200 volte in tutta la provincia per incendi: 50 interventi hanno riguardato aree boschive, mentre altri 150 hanno interessato sterpaglie.Un dato che evidenzia come l’emergenza non riguardi esclusivamente i boschi, ma anche campagne, terreni incolti e aree rurali dove la vegetazione secca può trasformarsi rapidamente in combustibile per le fiamme.I numeri del 2025Il quadro emerge anche dai dati relativi allo scorso anno. Secondo le rilevazioni dell’Aib della Regione Campania, nel 2025 in provincia di Avellino sono stati registrati 128 incendi boschivi.Sul fronte della superficie forestale percorsa dal fuoco, uno studio dell’Ispra elaborato sui dati dell’European Forest Fire Information System (Effis) indica per l’Irpinia 0,77 chilometri quadrati nel 2025, pari a circa 77 ettari.Un dato inferiore rispetto alle altre province campane: 7,46 chilometri quadrati a Salerno, 4,44 a Napoli, 3,71 a Caserta e 1,97 a Benevento.Numeri che, pur collocando Avellino al di sotto delle altre province regionali per superficie forestale bruciata, confermano la presenza di un fenomeno che continua a rappresentare una minaccia per boschi, campagne e aree rurali.La successione dei roghi registrati negli ultimi giorni rende quindi necessario mantenere alta l’attenzione, soprattutto nel periodo estivo. In Campania la fase di massima pericolosità per gli incendi boschivi è fissata dal 15 giugno al 30 settembre. Durante questo periodo è vietato anche l’abbruciamento dei residui vegetali, una pratica che può favorire l’innesco e la propagazione degli incendi.