Terremoto ai Campi Flegrei, gli sfollati superano quota 3100
Le persone costrette a lasciare temporaneamente le proprie abitazioni hanno trovato sistemazioni differenti
Sono 3.103 le persone che, a Pozzuoli, hanno dovuto lasciare la propria abitazione dopo la forte scossa dello scorso 31 luglio. Il dato è emerso durante l’ultima riunione del Centro di coordinamento dei soccorsi, istituito dal prefetto di Napoli Michele di Bari nelle ore successive al sisma. L’emergenza continua quindi a interessare un numero significativo di famiglie, mentre proseguono le verifiche sulla stabilità degli edifici e sulle condizioni del patrimonio abitativo.Oltre 1.200 famiglie interessateIl sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, ha emanato finora 270 ordinanze di sgombero e interdizione, provvedimenti che complessivamente riguardano 1.222 nuclei familiari.Le persone costrette a lasciare temporaneamente le proprie abitazioni hanno trovato sistemazioni differenti. La maggior parte, 2.960 sfollati, ha scelto di organizzarsi autonomamente, trovando ospitalità presso familiari, amici o altre soluzioni.Altre 143 persone sono state invece accolte in strutture alberghiere messe a disposizione nell’ambito della gestione dell’emergenza, mentre 54 cittadini hanno trovato sistemazione presso il Palatrincone.Verifiche senza sosta sugli edificiParallelamente all’assistenza alla popolazione, continuano le attività tecniche per valutare le conseguenze della scossa sugli edifici della zona.Dal 31 luglio, i vigili del fuoco hanno effettuato complessivamente 1.460 interventi di verifica, con sopralluoghi finalizzati ad accertare eventuali danni e condizioni di rischio.Gli accertamenti sono fondamentali per stabilire quali abitazioni possano tornare a essere utilizzate e quali, invece, debbano rimanere interdette in attesa di ulteriori controlli o interventi di messa in sicurezza.Il Centro di coordinamento resta operativoLa situazione viene costantemente monitorata dal Centro di coordinamento dei soccorsi, attivato dal prefetto Michele di Bari immediatamente dopo il terremoto.Al tavolo di coordinamento partecipano, in stretto raccordo, il Dipartimento della Protezione civile, la Protezione civile regionale, i vigili del fuoco e i sindaci dei comuni interessati.L'obiettivo resta quello di seguire l'evoluzione dell'emergenza, garantire assistenza alle persone ancora lontane dalle proprie abitazioni e procedere con le verifiche tecniche necessarie prima di consentire il rientro nelle case dichiarate non sicure.A distanza di giorni dalla scossa, dunque, oltre tremila persone restano ancora direttamente coinvolte dalle conseguenze del sisma, mentre le operazioni di controllo degli edifici proseguono sul territorio di Pozzuoli.