Soffoca con il bacon, Rachele lascia due bimbi
La donna è morta dopo sei giorni trascorsi in terapia intensiva
È terminata nella notte la battaglia di Rachele Ferrara, giovane madre di 28 anni originaria di Montefiascone. La donna è morta dopo sei giorni trascorsi in terapia intensiva all'ospedale Santa Rosa di Viterbo, dove era stata ricoverata in condizioni disperate in seguito a un grave episodio di soffocamento. Rachele, madre di due bambini di 5 e 8 anni, si trovava a Capodimonte, in provincia di Viterbo, quando si è verificato l'incidente. Stava mangiando una fetta di bacon quando avrebbe improvvisamente avuto difficoltà a respirare. La situazione è rapidamente precipitata e, nonostante l'intervento dei soccorritori, le conseguenze della prolungata mancanza di ossigeno si sono rivelate fatali.
La richiesta di aiuto e l'arrivo dei soccorsi
La 28enne si sarebbe resa conto di non riuscire più a respirare e, nel tentativo di trovare aiuto, sarebbe uscita in strada.
Alcuni passanti hanno notato la situazione e hanno immediatamente allertato il 118. Gli operatori sanitari sono intervenuti nel giro di pochi minuti, trovando la giovane in condizioni già estremamente critiche.
I soccorritori hanno cercato di liberare le vie respiratorie e di rianimarla. Tra le procedure utilizzate anche la manovra di Heimlich, una tecnica di primo soccorso impiegata proprio nei casi in cui un corpo estraneo ostruisca le vie aeree.
Le operazioni di soccorso sono andate avanti a lungo, ma la situazione è apparsa fin dall'inizio molto grave.
Il trasferimento in eliambulanza
Dopo le prime cure ricevute sul posto, Rachele è stata trasferita d'urgenza in eliambulanza all'ospedale Santa Rosa di Viterbo.
I medici hanno disposto il ricovero nel reparto di terapia intensiva, dove la giovane è entrata in coma. Da quel momento è rimasta sotto stretta osservazione, mentre i sanitari hanno cercato di fronteggiare le conseguenze dell'arresto respiratorio e della conseguente carenza di ossigeno.
Per la famiglia sono iniziati giorni di angoscia, con la speranza che le condizioni della giovane madre potessero migliorare.
La morte cerebrale dopo sei giorni
La situazione clinica, però, non ha registrato il miglioramento sperato. La prolungata assenza di ossigeno aveva provocato danni gravissimi e, nonostante le cure, il quadro è rimasto critico.
Nella notte tra martedì 18 e mercoledì 19 agosto è stata dichiarata la morte cerebrale della 28enne.
Una notizia drammatica per i familiari, che per quasi una settimana avevano atteso un segnale positivo dall'ospedale. La giovane lascia due figli piccoli, di 5 e 8 anni.
La scelta della famiglia: donati gli organi
In un momento di dolore estremo, la famiglia di Rachele ha scelto di autorizzare la donazione degli organi.
Dopo la dichiarazione di morte cerebrale sono state quindi avviate le procedure previste per la donazione. Gli accertamenti e il percorso medico necessario dovranno essere completati prima che possa essere fissata la cerimonia funebre.
La vicenda ha profondamente colpito le comunità di Montefiascone e dell'area del lago di Bolsena, dove la giovane era conosciuta. Una tragedia improvvisa che ha trasformato una normale giornata in un dramma per una famiglia con due bambini.
Rachele Ferrara ha lottato per sei giorni in ospedale, ma le conseguenze del soffocamento si sono rivelate troppo gravi. La sua morte lascia ora un vuoto profondo nei suoi familiari e in quanti l'avevano conosciuta.