Sfruttano mogli e compagne per "venderle" e fare soldi

Il gruppo, secondo l'impostazione accusatoria, sarebbe stato composto complessivamente da otto persone

A cura di Redazione
20 agosto 2026 17:00
Sfruttano mogli e compagne per "venderle" e fare soldi -
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Un sistema organizzato di sfruttamento della prostituzione, con una rete di donne accompagnate e controllate dai propri sfruttatori, è stato scoperto dai carabinieri del Comando provinciale di Crotone. L'indagine ha portato all'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sei persone, mentre altre due risultano indagate a piede libero.Il gruppo, secondo l'impostazione accusatoria, sarebbe stato composto complessivamente da otto persone: sette stranieri e un italiano. Per gli indagati le accuse, a vario titolo, comprendono associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, minaccia grave e violenza sessuale aggravata.Quattro degli arrestati sono stati condotti in carcere, mentre per altri due sono stati disposti gli arresti domiciliari. Contestualmente è stato disposto il sequestro preventivo di un noto albergo di Crotone che, secondo gli investigatori, sarebbe stato utilizzato nell'ambito dell'attività illecita.Gli incontri anche in pieno giornoL'attività investigativa è partita dai carabinieri della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto ed è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone.La presunta organizzazione avrebbe avuto la propria base a Isola di Capo Rizzuto, mentre gran parte degli incontri con i clienti si sarebbe svolta a Crotone. Le donne, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbero incontrato i clienti non soltanto all'interno di appartamenti o strutture ricettive, ma anche direttamente in strada.Gli appuntamenti sarebbero avvenuti persino durante le ore diurne e in zone particolarmente frequentate della città, tra le quali l'area del mercato di Piazzale Nettuno, alcuni parcheggi nelle vicinanze dello stadio e dell'ospedale e zone situate nei pressi di parchi giochi.In alcuni casi gli incontri si sarebbero svolti direttamente all'interno delle automobili.Mariti e compagni tra gli sfruttatoriUn elemento particolarmente significativo emerso dall'inchiesta riguarda il ruolo di alcuni degli indagati, che sarebbero stati legati sentimentalmente alle donne coinvolte.Secondo l'accusa, alcuni uomini avrebbero accompagnato le donne nei luoghi degli appuntamenti e successivamente ne avrebbero controllato gli spostamenti. In questo modo avrebbero garantito una sorta di sorveglianza sull'attività e sui guadagni.Le donne avrebbero invece provveduto autonomamente a entrare in contatto con i clienti. Gli investigatori ritengono però che dietro questa apparente autonomia ci fosse una situazione di forte condizionamento psicologico.In alcuni casi, inoltre, i figli piccoli sarebbero stati portati all'interno delle automobili durante gli spostamenti, una circostanza che avrebbe consentito agli indagati di cercare di non attirare l'attenzione durante i controlli.Un giro d'affari da migliaia di euroSecondo gli accertamenti, l'attività avrebbe generato profitti considerevoli. Per alcuni degli indagati i guadagni complessivi sarebbero arrivati a diverse decine di migliaia di euro, con un picco stimato dagli investigatori in circa 90mila euro.Il giro di denaro avrebbe inoltre attirato clienti provenienti non soltanto dal territorio crotonese, ma anche dalle province di Catanzaro e Cosenza.Gli accertamenti patrimoniali sono stati effettuati dai carabinieri della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto insieme ai militari del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza. Le verifiche avrebbero evidenziato una significativa sproporzione tra il tenore di vita attribuito agli indagati e i redditi ufficialmente dichiarati, che in alcuni casi risultavano pari a zero.Due donne avrebbero favorito l'ingresso di nuove ragazzeNell'inchiesta sono finite anche due donne, alle quali viene contestato di avere favorito occasionalmente l'ingresso di altre ragazze all'interno del giro.Gli investigatori stanno quindi cercando di ricostruire l'intera struttura dell'organizzazione e i rapporti tra i diversi componenti, distinguendo i singoli ruoli e le condotte contestate a ciascun indagato.La posizione degli otto coinvolti resta comunque al vaglio dell'autorità giudiziaria e le accuse dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento.L'accusa di violenza sessualeTra i fatti più gravi contestati nell'indagine figura anche un'ipotesi di violenza sessuale aggravata nei confronti di uno degli indagati.Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l'uomo avrebbe costretto anni fa una propria familiare, che all'epoca dei fatti era minorenne, a subire ripetuti abusi. Sempre secondo l'accusa, avrebbe inoltre tentato di avviarla alla prostituzione.Si tratta di un episodio distinto dalle altre condotte finite al centro dell'inchiesta, ma che ha contribuito a delineare il quadro investigativo sul quale si sono concentrati i carabinieri e la Procura di Crotone.Le indagini proseguono per accertare ulteriori eventuali responsabilità e ricostruire nel dettaglio il funzionamento della presunta organizzazione.

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