Sequestro ad azienda dolciaria a Striano

L'intervento è scaturito dagli accertamenti effettuati dai militari

A cura di Redazione
06 agosto 2026 18:00
Sequestro ad azienda dolciaria a Striano -
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Nuovo sequestro per uno stabilimento industriale di Striano, nel Napoletano, nell'ambito delle attività di controllo finalizzate alla tutela del fiume Sarno e al contrasto dell'inquinamento ambientale. I sigilli sono stati apposti dalla Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia e dai carabinieri della stazione di Striano nei confronti di un impianto della società Idav Spa, specializzata nella lavorazione di prodotti dolciari. L'intervento è scaturito dagli accertamenti effettuati dai militari, che avrebbero evidenziato presunte violazioni delle norme ambientali e delle disposizioni imposte dall'autorità giudiziaria in seguito a un precedente provvedimento di sequestro.

Lo stabilimento era già stato sequestrato

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il sito produttivo era stato già sottoposto a sequestro nel dicembre 2024. Successivamente, il 14 luglio 2025, il Tribunale di Torre Annunziata ne aveva disposto il dissequestro, imponendo però una precisa prescrizione: l'impianto non avrebbe potuto essere utilizzato per attività produttive fino al rispetto delle condizioni previste.

Durante il nuovo controllo, invece, gli operatori avrebbero accertato che all'interno dello stabilimento erano regolarmente in corso lavorazioni legate alla trasformazione di prodotti derivati dalla frutta.

Contestati scarichi e autorizzazioni mancanti

Gli accertamenti avrebbero inoltre fatto emergere ulteriori irregolarità sotto il profilo ambientale.

Secondo l'ipotesi investigativa, l'azienda sarebbe stata priva dell'autorizzazione allo scarico delle acque reflue industriali. Le acque derivanti dalle lavorazioni, sempre secondo quanto contestato, sarebbero state recapitate sul suolo e convogliate attraverso una griglia verso alcune cisterne situate nelle vicinanze del canale Rio Foce.

Nel corso delle verifiche sarebbe emersa anche l'assenza delle autorizzazioni previste per le emissioni in atmosfera.

Sequestrata un'area di circa 5mila metri quadrati

Alla luce delle presunte violazioni riscontrate, la Capitaneria di Porto e i carabinieri hanno proceduto al sequestro preventivo d'urgenza dell'intero complesso industriale, che si estende su una superficie di circa 5.000 metri quadrati.

L'operazione rientra nelle attività coordinate per il monitoraggio del bacino del fiume Sarno, da anni al centro di controlli finalizzati a contrastare gli scarichi illeciti e a ridurre le fonti di inquinamento ambientale. Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e verificare il rispetto della normativa in materia ambientale.

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