L'Ingv: "Possono esserci altri terremoto molto forti"
Secondo i dati raccolti dall'Osservatorio Vesuviano, lo sciame sismico iniziato nella serata di ieri ha già fatto registrare oltre 155 terremoti
Lo sciame sismico che sta interessando i Campi Flegrei continua a essere seguito costantemente dagli esperti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Se da un lato resta alta l'attenzione per le conseguenze dei terremoti sul territorio, dall'altro gli scienziati escludono, allo stato attuale, elementi che possano far pensare a un'imminente evoluzione dell'attività vulcanica verso uno scenario eruttivo. A fare il punto della situazione è la direttrice dell'Osservatorio Vesuviano dell'Ingv, Lucia Pappalardo, che sottolinea come le principali criticità siano legate agli effetti delle scosse sulla popolazione e sulle infrastrutture. I terremoti registrati nelle ultime ore hanno infatti provocato crolli di costoni rocciosi, danni ad alcuni edifici e numerosi disagi, ma non sono accompagnati da segnali geofisici che indichino una risalita del magma verso la superficie.
Secondo i dati raccolti dall'Osservatorio Vesuviano, lo sciame sismico iniziato nella serata di ieri ha già fatto registrare oltre 155 terremoti, un numero destinato ad aumentare con il proseguire del monitoraggio. La scossa principale, di magnitudo 4.7, rappresenta il terremoto più forte mai registrato nell'area flegrea nell'ambito dell'attuale fase bradisismica. Dopo l'evento principale sono state rilevate anche altre cinque scosse con magnitudo pari o superiore a 3.
Nonostante l'intensa attività sismica, gli altri indicatori osservati dagli esperti non mostrano variazioni significative. Restano infatti stabili sia il fenomeno del degassamento sia il ritmo del sollevamento del suolo, due parametri considerati fondamentali per valutare l'evoluzione del sistema vulcanico. Proprio questa stabilità porta gli studiosi a ritenere invariato lo stato del vulcano rispetto ai mesi precedenti.
L'analisi effettuata dagli esperti evidenzia inoltre che lo sciame in corso non presenta caratteristiche anomale rispetto agli eventi già osservati negli ultimi anni. L'area in cui si stanno verificando i terremoti e la profondità degli ipocentri risultano infatti in linea con quelle degli sciami sismici precedenti.
Negli ultimi dodici mesi, ricordano dall'Ingv, si sono verificati numerosi terremoti di forte intensità nell'area dei Campi Flegrei. Quello registrato nelle ultime ore rappresenta l'undicesimo evento con magnitudo pari o superiore a 4, confermando una dinamica già osservata dagli esperti durante l'attuale fase di bradisismo.
La direttrice dell'Osservatorio Vesuviano sottolinea che il terremoto di magnitudo 4.7 costituisce comunque un importante rilascio di energia accumulata nel sottosuolo, un fenomeno compatibile con l'evoluzione del bradisismo. Proprio perché il suolo continua a sollevarsi e il sistema vulcanico mantiene attiva la propria attività di degassamento, gli scienziati ritengono possibile che anche in futuro possano verificarsi altre scosse di magnitudo significativa.
Per questo motivo il monitoraggio dell'area prosegue senza interruzioni. L'Ingv mantiene attiva la sorveglianza attraverso la rete di strumenti installati sul territorio e ha convocato l'Unità di crisi dell'istituto per analizzare in tempo reale l'evoluzione dello sciame sismico e condividere gli aggiornamenti con il sistema nazionale di Protezione Civile.
Gli esperti ribadiscono infine un messaggio di prudenza ma anche di rassicurazione: la sismicità continuerà probabilmente a interessare l'area flegrea, ma allo stato attuale non esistono evidenze scientifiche che facciano pensare a un cambiamento dello stato del vulcano o a un'imminente attività eruttiva. Il fenomeno resta quindi costantemente osservato, con l'obiettivo di garantire un'informazione tempestiva e basata esclusivamente sui dati scientifici.