Emissioni verdi, Legambiente premia il Parco del Vesuvio

Il riconoscimento assegnato è legato all'applicazione dei Criteri ambientali minimi

A cura di Redazione
09 agosto 2026 18:00
Emissioni verdi, Legambiente premia il Parco del Vesuvio -
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I parchi italiani possono essere uno dei motori della transizione ecologica, ma secondo Legambiente il loro potenziale resta ancora largamente inespresso. È il messaggio lanciato in occasione della serata conclusiva di Festambiente, l'eco-festival nazionale dell'associazione ambientalista in Maremma, dedicata alla tutela della biodiversità e al ruolo delle aree protette nella sfida verso la neutralità climatica.Nel corso della serata sono stati assegnati cinque riconoscimenti del premio “Parchi Emissioni Zero”, destinato alle esperienze considerate più significative tra quelle realizzate all'interno delle aree protette italiane. Progetti promossi da enti gestori, amministrazioni, imprese e operatori locali che, secondo Legambiente, dimostrano come sia possibile coniugare protezione dell'ambiente, innovazione e sviluppo sostenibile.Tra i premiati c'è anche il Parco nazionale del Vesuvio, protagonista nella categoria Acquisti Verdi.Il Parco nazionale del Vesuvio raggiunge il 90% nei Criteri ambientali minimiIl riconoscimento assegnato al Parco vesuviano è legato all'applicazione dei Criteri ambientali minimi (CAM), strumenti attraverso i quali la pubblica amministrazione può orientare gli acquisti verso prodotti e servizi con un minore impatto ambientale.Il Parco nazionale del Vesuvio ha raggiunto un indice di performance del 90% nell'applicazione dei CAM, distinguendosi così tra le realtà premiate da Legambiente.Un risultato che assume particolare rilievo perché riguarda uno degli strumenti attraverso cui gli enti pubblici possono incidere concretamente sui modelli di produzione e consumo. L'idea alla base del riconoscimento è che la sostenibilità non debba essere limitata alla conservazione degli habitat, ma debba entrare anche nelle scelte quotidiane delle amministrazioni.Il premio attribuito al Vesuvio rappresenta dunque un riconoscimento a un modello di gestione che punta a integrare le esigenze di tutela ambientale con le procedure amministrative e gli acquisti effettuati dall'ente.Gli altri quattro progetti premiatiIl premio “Parchi Emissioni Zero” ha valorizzato altre quattro esperienze provenienti da diverse aree protette italiane.Nella categoria Mobilità sostenibile per il turismo attivo è stato premiato il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise per il progetto “Il Parco per tutti – I sentieri di Dorotea”.L'iniziativa punta a rendere più accessibile la fruizione dell'ambiente naturale attraverso un servizio gratuito di carrozzine elettriche destinato alle persone con disabilità. Il progetto interessa tre aree turistiche del parco: Camosciara, Val Fondillo e Difesa di Pescasseroli.Un esempio di turismo sostenibile che, nelle intenzioni dei promotori, non riguarda soltanto la riduzione dell'impatto ambientale, ma anche la possibilità per un numero maggiore di persone di vivere e conoscere i territori protetti.Per la categoria Economia circolare e rifiuti free, il riconoscimento è andato al Parco regionale Sassi di Roccamalatina, nel Medio Appennino modenese. I tre comuni dell'area hanno raggiunto una media dell'89,1% di raccolta differenziata, ottenendo il titolo di “Parco riciclone d'Italia”.Cinque Terre, recuperati terrazzamenti e muri a seccoSul fronte dell'Agroecologia, Legambiente ha premiato il Parco nazionale delle Cinque Terre per un progetto di recupero del territorio agricolo.L'intervento ha interessato quattro ettari di terrazzamenti, con l'obiettivo di incrementare le superfici agricole destinate a vigneti e limoneti. Parallelamente sono stati ripristinati 3.200 metri quadrati di muri a secco, strutture fondamentali per la stabilità dei versanti e per il contrasto al dissesto idrogeologico.Un intervento che unisce quindi la conservazione del paesaggio agricolo tradizionale alla necessità di proteggere un territorio particolarmente fragile dal punto di vista geomorfologico.Il quinto riconoscimento riguarda invece la Gestione sostenibile delle foreste e delle filiere forestali ed è stato assegnato al Parco nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano, che ha ottenuto la doppia certificazione internazionale FSC e PEFC per la gestione forestale sostenibile e per i servizi ecosistemici.Legambiente: «I parchi viaggiano più velocemente del Governo»Dietro la celebrazione delle buone pratiche, però, Legambiente pone una questione politica più ampia.Secondo l'associazione, le esperienze premiate dimostrano che nei parchi italiani esiste una capacità concreta di sperimentare modelli innovativi e sostenibili, ma questo patrimonio sarebbe frenato da una serie di problemi strutturali.Tra le criticità indicate figurano la lottizzazione politica degli incarichi negli enti di gestione, la carenza di competenze e la riduzione delle risorse disponibili.Legambiente contesta in particolare i continui tagli ai finanziamenti destinati alle aree protette e richiama anche la recente riduzione del 23% del fondo per i parchi e le aree marine protette operata dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica per finanziare le accise sui carburanti.Secondo l'associazione, in questo modo i parchi rischiano di perdere il loro ruolo strategico e di essere trasformati in semplici gestori di competenze locali, proprio mentre la crisi climatica richiederebbe loro maggiori strumenti e capacità di intervento.Incendi, oltre 80mila ettari bruciatiTra le emergenze più drammatiche viene indicata quella degli incendi boschivi.Secondo i dati aggiornati da Legambiente nel rapporto “Italia in fumo”, dal primo gennaio al 5 agosto 2026 sono andati in fumo oltre 80.325 ettari di territorio. Più del 30% della superficie interessata dagli incendi ricade, secondo l'associazione, all'interno di aree protette.Una situazione che provoca danni non soltanto alla vegetazione, ma all'intero patrimonio di biodiversità custodito nei parchi.Particolarmente colpite risultano le regioni meridionali e le isole: l'87% dei terreni bruciati sarebbe infatti concentrato nel Sud e nelle isole. Tra le aree di pregio interessate dagli incendi vengono citati anche il Parco nazionale del Pollino e il Parco nazionale del Gargano.Per Legambiente, il fenomeno dimostra la necessità di passare da una gestione prevalentemente emergenziale a una vera strategia di prevenzione, capace di affrontare gli effetti della crisi climatica prima che si trasformino in emergenze.La richiesta al Governo: più risorse e una nuova strategiaDi fronte a questo scenario, l'associazione ambientalista chiede al Governo una vera inversione di rotta e il ritorno dei parchi al centro delle politiche ambientali nazionali.Tra le richieste figurano investimenti mirati nella prevenzione degli incendi, piani forestali integrati e strumenti specifici per l'adattamento ai cambiamenti climatici.Secondo Legambiente, senza risorse adeguate e senza strumenti di programmazione di lungo periodo, le aree protette rischiano di rimanere bloccate tra vincoli burocratici, difficoltà gestionali e contenziosi amministrativi.L'associazione richiama anche le difficoltà incontrate nell'istituzione di nuove aree protette, citando i casi del Matese, degli Iblei e della Costa Teatina, e denuncia un quadro nel quale i parchi avrebbero sempre meno strumenti per incidere sulle grandi trasformazioni ambientali in corso.L'appello alle aree protette: un piano #NetZeroLegambiente rivolge infine un appello direttamente agli enti che gestiscono le aree protette, invitandoli a dotarsi di un Piano d'azione #NetZero.L'obiettivo sarebbe costruire una strategia condivisa capace di coinvolgere comunità locali, imprese e operatori economici nella riduzione delle emissioni e nella trasformazione sostenibile dei territori.Tra gli strumenti indicati figurano la bioeconomia circolare, la diffusione delle energie rinnovabili, il modello Rifiuti Zero, l'agroecologia, la gestione sostenibile delle foreste e una mobilità più rispettosa dell'ambiente.La sfida, quindi, non riguarda soltanto la conservazione della natura. Per Legambiente i parchi possono diventare veri laboratori territoriali della transizione ecologica, capaci di sperimentare soluzioni che coinvolgano economia, agricoltura, turismo, mobilità e gestione delle risorse.In questo quadro si inserisce anche il riconoscimento al Parco nazionale del Vesuvio, premiato per il 90% di performance nell'applicazione dei Criteri ambientali minimi: un'esperienza che, insieme alle altre realtà premiate a Festambiente, vuole dimostrare che la neutralità climatica può partire anche dalle scelte concrete compiute ogni giorno nei territori protetti.

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