Colpita da un grave ictus a 95 anni, guarisce e torna a casa

La donna soffre di diabete, cardiopatia ipertensiva e fibrillazione atriale

A cura di Redazione
20 agosto 2026 07:00
Colpita da un grave ictus a 95 anni, guarisce e torna a casa -
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A 95 anni ha affrontato un'emergenza neurologica gravissima e, grazie alla rapidità dell'intervento dei sanitari, è riuscita a tornare a casa. È la storia di Guglielmina, residente a Lioni, che nei giorni scorsi è stata colpita da un ictus cerebrale e ricoverata d'urgenza all'ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino. La donna è stata dimessa ed è potuta rientrare nella sua città, dove continuerà il percorso di recupero direttamente nella propria abitazione, circondata dall'affetto dei familiari.

L'allarme nelle prime ore del mattino

Tutto è iniziato giovedì scorso, intorno alle 6.30. Guglielmina si era appena svegliata quando ha iniziato ad avere difficoltà nel parlare e a muovere gli arti.

La famiglia ha immediatamente chiesto l'intervento del 118. I soccorritori hanno raggiunto la donna e l'hanno trasportata al pronto soccorso dell'ospedale Moscati, dove nel frattempo era stato allertato anche il neurologo di turno.

Gli esami effettuati hanno permesso di individuare rapidamente la natura del problema. La Tac ha evidenziato i segnali compatibili con un ictus particolarmente grave, provocato dall'occlusione di un grosso vaso sanguigno.

Una situazione resa più complessa dall'età e dalle patologie

Il quadro clinico della 95enne presentava ulteriori elementi di complessità. La donna soffre infatti di diabete, cardiopatia ipertensiva e fibrillazione atriale ed aveva avuto recentemente anche un episodio di scompenso cardiaco.

A rendere ancora più delicato l'intervento c'era inoltre la terapia anticoagulante che la paziente seguiva.

Nonostante le numerose difficoltà, i medici hanno deciso di intervenire immediatamente con una trombectomia meccanica, procedura attraverso la quale è stato possibile raggiungere il vaso ostruito e rimuovere il coagulo, consentendo al sangue di tornare a circolare.

«Il tempo è stato decisivo»

La rapidità con cui è stata gestita l'emergenza ha avuto un ruolo fondamentale. Florindo D'Onofrio, neurologo e responsabile della Stroke Unit del Moscati, ha sottolineato come la paziente sia arrivata in sala angiografica appena venti minuti dopo l'ingresso in ospedale.

Secondo lo specialista, il caso dimostra quanto siano determinanti l'organizzazione e la tempestività nelle patologie tempo-dipendenti. Ma la vicenda rappresenta anche un esempio dell'importanza di valutare le condizioni complessive del paziente senza considerare esclusivamente l'età anagrafica.

Guglielmina, infatti, prima dell'ictus era ancora autonoma. Dopo il trattamento la situazione è cambiata radicalmente rispetto alle condizioni iniziali.

Il recupero e il ritorno a Lioni

Al momento della dimissione la 95enne era vigile, riusciva a parlare normalmente e poteva alimentarsi senza assistenza. Restava soltanto un lieve rallentamento accompagnato da un minimo deficit di forza agli arti del lato destro.

Il miglioramento ha permesso ai fisiatri di programmare la prosecuzione della riabilitazione direttamente a domicilio, a Lioni. L'obiettivo è accompagnare la paziente nel recupero delle capacità residue e favorire ulteriori progressi.

La forza della rete per l'ictus

Anche Giuseppe Buono, direttore dell'Unità operativa di Neuroradiologia, ha evidenziato l'importanza della collaborazione tra le diverse professionalità coinvolte nell'emergenza.

Nei casi di ictus, ogni minuto può infatti incidere sulle possibilità di recupero. La disponibilità di tecnologie avanzate e il coordinamento tra pronto soccorso, neurologia, neuroradiologia e altri specialisti consentono di intervenire rapidamente anche quando il quadro appare particolarmente complesso.

Per Guglielmina, la tempestività ha fatto la differenza. A pochi giorni dall'ictus, la 95enne ha potuto lasciare l'ospedale e tornare nella sua Lioni, dove continuerà il percorso riabilitativo accanto alla sua famiglia.

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