Cimitero di Ottaviano, tributo a Cutolo sui social

A segnalare la vicenda al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli sono state diverse persone che hanno notato il video sulla piattaforma

A cura di Redazione
30 agosto 2026 20:30
Cimitero di Ottaviano, tributo a Cutolo sui social -
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Un video pubblicato su TikTok ha riacceso l’attenzione sul fenomeno della celebrazione dei boss della criminalità organizzata attraverso i social network. Al centro del filmato c’è la tomba di Raffaele Cutolo, storico esponente della Nuova Camorra Organizzata, trasformata nel contenuto in una sorta di luogo simbolico da omaggiare.A segnalare la vicenda al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli sono state diverse persone che hanno notato il video sulla piattaforma. A suscitare particolare indignazione non è soltanto la pubblicazione delle immagini della sepoltura, ma soprattutto il tenore di numerosi commenti lasciati dagli utenti, alcuni dei quali esprimerebbero apprezzamento e ammirazione nei confronti del boss.Il caso finisce all'attenzione del parlamentareLa vicenda ha provocato la dura reazione di Borrelli, che ha denunciato ancora una volta il rischio che i social possano diventare strumenti attraverso i quali diffondere e normalizzare messaggi di esaltazione della criminalità organizzata.Secondo il parlamentare, episodi di questo tipo non dovrebbero essere considerati semplicemente come provocazioni o manifestazioni isolate. Il problema, a suo giudizio, riguarda soprattutto la possibilità che contenuti simili raggiungano un pubblico molto ampio e, in particolare, utenti giovani.Il deputato ha sottolineato come la celebrazione di figure legate alla criminalità rappresenti anche un'offesa nei confronti delle vittime e dei loro familiari, oltre a contribuire alla costruzione di un'immagine distorta dei protagonisti della storia criminale campana.Il fenomeno dell'esaltazione dei boss onlineLa pubblicazione di video, fotografie e contenuti dedicati a personaggi della criminalità organizzata non rappresenta un fenomeno nuovo. Nel corso degli ultimi anni, diverse piattaforme digitali sono state utilizzate per condividere immagini e messaggi capaci di trasformare criminali e boss in personaggi quasi "popolari", accompagnando i contenuti con musica, frasi celebrative e commenti di ammirazione.È proprio questo meccanismo a preoccupare maggiormente chi denuncia il fenomeno: attraverso una rappresentazione parziale e spettacolarizzata, le vicende criminali rischiano di perdere il loro reale significato, mentre la violenza e le conseguenze provocate dalle organizzazioni mafiose vengono progressivamente messe in secondo piano.L'appello alle piattaformeBorrelli ha quindi chiesto un intervento più deciso da parte delle piattaforme digitali, sostenendo che i grandi social debbano assumersi una maggiore responsabilità nella gestione dei contenuti pubblicati dagli utenti.L'obiettivo, secondo il parlamentare, dovrebbe essere quello di impedire che i social diventino una sorta di vetrina attraverso cui promuovere il mito dei camorristi e diffondere messaggi capaci di influenzare soprattutto le fasce più giovani della popolazione.Parallelamente, viene invocata una maggiore attenzione da parte delle istituzioni per individuare strumenti efficaci contro la diffusione online della cultura della violenza e dell'esaltazione dei clan.Il caso del video dedicato alla tomba di Cutolo riporta dunque al centro del dibattito un problema più ampio: quello della memoria criminale trasferita sul web e trasformata, attraverso i meccanismi dei social, in contenuto capace di raccogliere visualizzazioni, interazioni e consensi.Per Borrelli, invece, è necessario mantenere alta l'attenzione affinché la rete non contribuisca a costruire un'immagine positiva di chi ha rappresentato una stagione di violenza e criminalità, soprattutto quando a essere dimenticate rischiano di essere proprio le vittime e le conseguenze lasciate dalla camorra sul territorio.

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