Buttafuori viene pestato in discoteca a muore a 34 anni

Restano ora da stabilire con precisione le conseguenze provocate dall'aggressione

A cura di Redazione
10 agosto 2026 12:00
Buttafuori viene pestato in discoteca a muore a 34 anni -
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Una notte di violenza si è trasformata in tragedia a Sangineto, nel Cosentino. Antonio Perrotta, 34 anni, originario di Fuscaldo, è morto dopo essere rimasto coinvolto in una rissa avvenuta all'esterno di una discoteca nella notte tra sabato e domenica. L'uomo lavorava come addetto alla sicurezza del locale e, secondo le prime informazioni, sarebbe intervenuto nel corso della lite scoppiata davanti alla discoteca. Al termine della rissa è riuscito a rientrare a casa, ma nelle ore successive ha iniziato ad accusare diversi malori.

Le sue condizioni hanno richiesto l'intervento dei soccorsi e il trasferimento in ospedale. Dopo un primo ricovero a Cetraro, il 34enne è stato trasferito a Cosenza, dove è morto nonostante le cure ricevute.

La rissa fuori dal locale

La sequenza dei fatti è ancora al centro degli accertamenti degli investigatori.

La lite sarebbe scoppiata nella notte all'esterno della discoteca dove Perrotta prestava servizio come addetto alla sicurezza. Il 34enne sarebbe rimasto coinvolto nel pestaggio e avrebbe riportato conseguenze fisiche che, inizialmente, non sembravano tali da far presagire il tragico epilogo.

Dopo la rissa, infatti, l'uomo avrebbe fatto ritorno a casa.

È successivamente, dopo aver iniziato ad accusare diversi malori, che si è reso necessario il ricorso alle cure mediche.

Prima Cetraro, poi il trasferimento a Cosenza

Antonio Perrotta è stato accompagnato all'ospedale di Cetraro, dove i sanitari hanno effettuato i primi accertamenti.

Considerata la situazione clinica, è stato poi disposto il trasferimento a Cosenza, ma le sue condizioni sono progressivamente peggiorate fino al decesso.

Restano ora da stabilire con precisione le conseguenze provocate dall'aggressione e soprattutto il rapporto tra le lesioni riportate durante la rissa e la morte del 34enne.

Saranno gli esami medico-legali e gli ulteriori accertamenti disposti dall'autorità giudiziaria a fornire elementi fondamentali per chiarire le cause del decesso.

Indagini di Polizia e Carabinieri

Sulla vicenda stanno indagando la Polizia di Stato e i Carabinieri, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Paola.

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire nel dettaglio quanto accaduto all'esterno della discoteca, individuando le persone coinvolte nella rissa e stabilendo quale sia stato il ruolo di ciascuno.

Saranno inoltre raccolte le testimonianze delle persone presenti e analizzate, dove disponibili, le immagini degli impianti di videosorveglianza del locale e dell'area circostante.

L'obiettivo è ricostruire la dinamica del pestaggio e chiarire cosa sia accaduto nelle ore successive, fino al ricovero e alla morte del 34enne.

Il cordoglio e la reazione politica

La notizia ha provocato reazioni anche sul piano politico.

Il vicecapogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Alfredo Antoniozzi, ha definito l'accaduto «incomprensibile», sottolineando la gravità della morte di un giovane che stava lavorando come addetto alla sicurezza in una discoteca.

«È impensabile che un ragazzo muoia per fare il buttafuori in una discoteca, pestato a sangue», ha dichiarato Antoniozzi, esprimendo vicinanza alla famiglia.

Il parlamentare ha inoltre richiamato l'attenzione sul ruolo della Procura di Paola e della Prefettura, alle quali spetteranno le valutazioni di competenza alla luce degli accertamenti in corso.

Una morte ancora da ricostruire

La vicenda presenta ancora diversi punti da chiarire. In particolare, bisognerà stabilire cosa abbia provocato il malore accusato dal 34enne dopo il pestaggio e se le conseguenze riportate durante la rissa siano direttamente collegate al successivo decesso.

Gli investigatori stanno quindi lavorando per ricostruire l'intera sequenza temporale: dalla lite all'esterno del locale al rientro a casa, fino al primo ricovero e al trasferimento nell'ospedale di Cosenza.

Al momento, dunque, le responsabilità individuali e l'esatta dinamica della morte restano oggetto di indagine.

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