Borrelli con i piedi nel Sarno per scoprire gli scarichi abusivi
Dal punto segnalato fuoriuscirebbero acque dall'aspetto alterato e con un forte odore
Un sopralluogo lungo il corso del fiume Sarno per verificare direttamente le condizioni del bacino e individuare eventuali scarichi irregolari. È l'iniziativa promossa dal deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli insieme all'attivista ambientalista Fabio Armano, che hanno percorso a piedi un tratto del fiume con l'obiettivo di documentare la presenza di possibili sversamenti illegali.Durante l'ispezione, effettuata nei pressi di un'area caratterizzata dalla presenza di insediamenti industriali, sarebbe stato individuato uno scarico considerato sospetto. Dal punto segnalato, secondo quanto riferito dai due, fuoriuscirebbero acque dall'aspetto alterato e con un forte odore, che finirebbero direttamente nel corso d'acqua in prossimità della foce.La situazione è stata documentata nel corso del sopralluogo e ora, secondo quanto annunciato da Borrelli e Armano, gli eventuali scarichi abusivi individuati saranno segnalati alle autorità competenti.L'obiettivo: individuare gli scarichi e risalire ai responsabiliIl sopralluogo nasce dalla volontà di accendere nuovamente i riflettori sulle condizioni del fiume Sarno e, in particolare, sul problema degli sversamenti che possono compromettere la qualità delle acque.Borrelli e Armano hanno annunciato l'intenzione di presentare alla Procura della Repubblica le segnalazioni relative a ogni scarico ritenuto irregolare che verrà individuato durante le attività di controllo.«Il Sarno merita rispetto», hanno sottolineato, evidenziando la necessità di intervenire non soltanto sui punti in cui vengono riscontrate anomalie, ma anche sulle responsabilità di chi eventualmente immette sostanze inquinanti nell'ambiente.Secondo quanto riferito dal deputato e dall'attivista, i primi controlli avviati sul territorio rappresenterebbero un segnale positivo, ma sarebbe necessario proseguire con verifiche sistematiche.Dal corso superiore fino alla foceNel corso dell'uscita sul territorio, i due hanno voluto verificare direttamente l'evoluzione delle condizioni del fiume lungo il suo percorso.La loro denuncia riguarda proprio il cambiamento che, secondo quanto osservato, si registrerebbe man mano che il Sarno attraversa aree sempre più urbanizzate e industrializzate.L'attenzione si concentra soprattutto sulla presenza di scarichi nelle vicinanze degli insediamenti produttivi. Per Borrelli e Armano, questo elemento dovrebbe spingere le autorità a intensificare i controlli e a verificare l'origine delle acque che vengono convogliate nel bacino.«Non basta chiudere gli impianti»Il punto centrale della richiesta avanzata al termine del sopralluogo riguarda le responsabilità.Secondo Borrelli e Armano, eventuali impianti o attività irregolari non dovrebbero essere semplicemente chiusi o posti sotto sequestro: occorrerebbe anche individuare chi ha provocato l'inquinamento e applicare le sanzioni previste.«Servono interventi drastici e rapidi», è la posizione espressa dai due, che chiedono un'azione più incisiva a tutela dell'ambiente e della salute pubblica.L'obiettivo dichiarato è quello di intervenire progressivamente su tutto il territorio interessato dal corso del Sarno, partendo dall'individuazione delle criticità e arrivando, attraverso le verifiche degli enti competenti, all'identificazione degli eventuali responsabili.Un fiume ancora al centro dell'attenzione ambientaleIl Sarno resta così al centro del dibattito sulla tutela ambientale in Campania. Il corso d'acqua attraversa un territorio densamente popolato e caratterizzato dalla presenza di attività agricole, produttive e industriali, rendendo particolarmente importante il monitoraggio delle acque e degli scarichi.Il sopralluogo rappresenta dunque un'ulteriore iniziativa di denuncia sullo stato del bacino. Le segnalazioni dovranno ora essere verificate dagli organismi competenti, ai quali spetterà il compito di accertare la natura dello scarico individuato e stabilire se siano state commesse violazioni.Per Borrelli e Armano, la battaglia passa soprattutto dalla necessità di controllare il territorio in maniera costante e di intervenire ogni volta che vengono individuate situazioni potenzialmente dannose per l'ecosistema.La richiesta è chiara: restituire al fiume condizioni ambientali migliori attraverso controlli, bonifiche e un contrasto più efficace agli eventuali sversamenti illegali.