Bimba di 6 anni schiacciata dall'acquasantiera in chiesa

Gli accertamenti diagnostici effettuati dai medici hanno evidenziato una rottura traumatica della biforcazione aortica

A cura di Redazione
28 agosto 2026 11:00
Bimba di 6 anni schiacciata dall'acquasantiera in chiesa -
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Momenti di grande apprensione per una bambina di appena 6 anni, rimasta gravemente ferita in seguito a un incidente avvenuto nei giorni scorsi all'interno di una chiesa di Trinitapoli, nel nord Barese. La piccola è stata trasferita al Policlinico di Bari, dove è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico per una grave lesione vascolare provocata da un trauma addominale da schiacciamento.Attualmente la bambina è ricoverata in prognosi riservata nel reparto di Chirurgia vascolare del Policlinico. Secondo quanto si apprende, non sarebbe in pericolo di vita, ma le sue condizioni vengono monitorate attentamente dai medici dopo una procedura particolarmente complessa.L'incidente in chiesaL'incidente si è verificato all'interno di una chiesa di Trinitapoli e sarebbe stato provocato da un'acquasantiera. La piccola avrebbe riportato un violento trauma all'addome, con conseguenze particolarmente serie a livello vascolare.In un primo momento la bambina è stata soccorsa e trasportata all'ospedale di Barletta. Gli esami eseguiti nella struttura hanno permesso di individuare la gravità della lesione e hanno reso necessario il trasferimento urgente presso il Policlinico di Bari, centro dotato delle competenze e delle strutture necessarie per affrontare un trauma pediatrico di tale complessità.La grave lesione all'aortaGli accertamenti diagnostici effettuati dai medici hanno evidenziato una rottura traumatica della biforcazione aortica, con il coinvolgimento delle arterie iliache comuni.Si tratta di una lesione estremamente delicata perché interessa un punto fondamentale del sistema circolatorio. Ancora più eccezionale è il fatto che una simile patologia traumatica si sia verificata in una paziente così giovane.Dal Policlinico di Bari viene infatti definita una lesione grave ed estremamente rara in età pediatrica.La situazione ha richiesto un intervento immediato. Nella notte tra il 25 e il 26 agosto la bambina è stata quindi presa in carico dal team di emergenza pediatrica ad alta complessità del Policlinico e dell'ospedale Giovanni XXIII.La scelta di una procedura mininvasivaDi fronte alla gravità del quadro clinico, l'équipe guidata dal direttore della Chirurgia vascolare, Domenico Angiletta, ha scelto di ricorrere a un approccio mininvasivo, evitando una chirurgia tradizionale a cielo aperto.La piccola è stata trasferita nella sala ibrida di Asclepios 3, struttura che consente di combinare tecniche chirurgiche e procedure endovascolari avanzate.Qui i medici hanno eseguito un intervento endovascolare particolarmente complesso, procedendo al posizionamento di tre endoprotesi, gli stentgraft: una è stata collocata a livello dell'aorta, mentre le altre due sono state posizionate in corrispondenza delle arterie iliache.L'obiettivo della procedura era quello di riparare la lesione e ripristinare la corretta circolazione sanguigna senza ricorrere alla chirurgia a cielo aperto, che in una paziente pediatrica e in una situazione di emergenza avrebbe comportato ulteriori difficoltà.Due ore in sala operatoriaL'intervento è durato circa due ore e si è concluso intorno alle 3.30 del mattino.Una volta terminata la procedura, la bambina è stata trasferita nel reparto di Rianimazione, dove è iniziata la fase di monitoraggio post-operatorio.Per i medici si è trattato di una procedura ad altissima complessità, resa ancora più delicata dall'età della paziente e dalla particolare sede della lesione.La prognosi resta riservata, ma le informazioni disponibili riferiscono che la bambina non sarebbe in pericolo di vita. Saranno ora le prossime ore a fornire indicazioni più precise sull'evoluzione delle sue condizioni e sull'efficacia dell'intervento effettuato.Un'équipe multidisciplinareLa gestione dell'emergenza ha richiesto la collaborazione di professionisti appartenenti a diverse specialità e operanti in due differenti presidi ospedalieri.Il trasferimento da Barletta a Bari ha consentito di concentrare rapidamente le competenze necessarie per affrontare una situazione estremamente rara in ambito pediatrico. Dalla diagnosi alla procedura chirurgica, ogni fase è stata organizzata con l'obiettivo di ridurre al minimo i tempi e garantire alla piccola le migliori possibilità di trattamento.Il direttore generale del Policlinico di Bari, Antonio Sanguedolce, ha sottolineato proprio l'importanza del lavoro di squadra che ha permesso di gestire l'emergenza.Secondo Sanguedolce, il caso dimostra quanto sia fondamentale l'integrazione tra professionisti appartenenti a unità operative differenti e a sedi ospedaliere diverse. Di fronte a un trauma pediatrico di tale complessità, le diverse competenze sono state messe in campo come un'unica squadra, garantendo continuità e rapidità nell'assistenza.Una situazione ancora da monitorareLa bambina rimane dunque ricoverata e sottoposta a stretto controllo medico. La fase successiva all'intervento sarà particolarmente importante per verificare la risposta dell'organismo alla procedura e monitorare la funzionalità vascolare.L'intervento endovascolare ha permesso di affrontare la grave lesione senza ricorrere alla chirurgia tradizionale, una scelta resa possibile dalla disponibilità di una sala ibrida e dall'esperienza degli specialisti coinvolti.Resta ora l'attesa per l'evoluzione delle condizioni della piccola paziente, mentre saranno gli eventuali accertamenti sulle circostanze dell'incidente a chiarire nel dettaglio la dinamica di quanto accaduto all'interno della chiesa di Trinitapoli.Per il momento, la notizia più importante è che la bambina, nonostante la gravità del trauma subito e la rarità della lesione riportata, ha superato l'intervento d'urgenza e continua a essere assistita dai medici del Policlinico di Bari.

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