Addio targhe straniere, diventano obbligatorie quelle italiane
La novità si inserisce nel percorso già avviato con l'introduzione del Reve, il Registro dei veicoli esteri gestito dall'Aci
Nuove regole in arrivo per i veicoli con targa estera che circolano abitualmente in Italia, con particolare attenzione al fenomeno delle cosiddette «targhe polacche», molto diffuse a Napoli e in diverse aree della Campania. Il governo punta infatti a contrastare il sistema della cosiddetta esterovestizione, attraverso un ulteriore obbligo assicurativo destinato a chi utilizza stabilmente sul territorio nazionale un mezzo immatricolato all'estero.La novità si inserisce nel percorso già avviato con l'introduzione del Reve, il Registro dei veicoli esteri gestito dall'Aci. Una volta effettuata l'iscrizione al registro, per i veicoli interessati scatterà l'obbligo di avere una copertura Rc auto stipulata con una compagnia italiana oppure con un'impresa assicurativa autorizzata a operare nel nostro Paese.Che cosa cambia per chi utilizza un'auto con targa esteraIl nuovo intervento nasce dalla necessità di arginare una pratica che negli ultimi anni si è diffusa in diverse zone d'Italia. Il meccanismo consente a persone che vivono stabilmente nel nostro Paese di utilizzare un veicolo formalmente immatricolato all'estero, sfruttando in alcuni casi costi inferiori per assicurazione e imposizione fiscale.Dopo l'iscrizione al Reve, dunque, non sarà più sufficiente mantenere una polizza collegata al Paese di immatricolazione secondo modalità non riconducibili al mercato assicurativo italiano: la copertura dovrà rispettare i nuovi requisiti previsti dalla normativa.La misura rappresenta un ulteriore tassello della strategia avviata per rendere più facilmente controllabili i veicoli stranieri presenti in maniera stabile sulle strade italiane.Il fenomeno particolarmente presente in CampaniaLa questione interessa da vicino la Campania. Secondo le stime riportate nelle ricostruzioni sul fenomeno, sul territorio nazionale circolerebbero decine di migliaia di veicoli con targhe straniere, con una concentrazione particolarmente elevata tra Napoli e provincia.Su circa 53mila targhe estere censite in Italia, circa 35mila sarebbero presenti nell'area di Napoli e provincia. Numeri che spiegano perché il fenomeno sia da tempo sotto osservazione da parte delle autorità.Dopo le targhe bulgare e tedesche, quelle polacche sono diventate negli ultimi anni una delle soluzioni maggiormente utilizzate per questo tipo di immatricolazione.Più controlli grazie ai collegamenti con la PoloniaA rafforzare il sistema dei controlli è arrivata anche una novità sul fronte operativo. Una circolare del ministero dell'Interno del 13 agosto ha comunicato la disponibilità, per le forze di polizia, di collegamenti con i portali istituzionali polacchi.Gli operatori potranno così verificare direttamente diverse informazioni relative ai veicoli con targa polacca, compresi i dati della carta di circolazione, la situazione assicurativa e le informazioni sulle patenti rilasciate dalle autorità polacche.Il controllo potrà quindi essere effettuato direttamente durante gli accertamenti su strada, rendendo più semplice verificare la regolarità del mezzo e della relativa documentazione.L'iscrizione al Reve e il precedente intervento normativoLa nuova stretta arriva dopo le modifiche già introdotte nei mesi scorsi. Dal 2022 i veicoli immatricolati all'estero e utilizzati secondo le condizioni previste dalla normativa devono essere registrati nel Registro dei veicoli esteri.Un primo intervento entrato in vigore il 25 maggio ha inoltre previsto il versamento dell'Ipt al momento dell'iscrizione al Reve.Ora il governo aggiunge il tassello relativo alla copertura assicurativa: una volta registrato il veicolo, la Rc auto dovrà essere garantita attraverso una compagnia italiana o comunque autorizzata a operare nel territorio nazionale.Come funziona il sistema delle «targhe polacche»Il meccanismo utilizzato in alcuni casi parte dall'esportazione del veicolo dall'Italia. Il proprietario può rivolgersi a un'agenzia specializzata e avviare le pratiche necessarie per trasferire formalmente il mezzo in Polonia, dove viene effettuata una nuova immatricolazione.Successivamente può entrare in gioco una società polacca che risulta formalmente intestataria del veicolo. Attraverso un contratto di noleggio, il mezzo può quindi continuare a essere utilizzato in Italia.Il vantaggio per l'utilizzatore è legato soprattutto ai costi, che possono risultare inferiori rispetto a quelli sostenuti con una normale immatricolazione italiana.Per alcuni scooter, ad esempio, le stime riportate indicano una spesa iniziale nell'ordine dei 600-800 euro, che negli anni successivi può ridursi a circa 300-350 euro.L'obiettivo: più tracciabilità e meno elusioniLa stretta punta quindi a rendere più difficile l'utilizzo permanente in Italia di veicoli formalmente intestati o assicurati all'estero con l'obiettivo di ridurre i costi.C'è anche un aspetto legato all'attività delle polizie locali: la presenza di un veicolo immatricolato fuori dall'Italia può infatti complicare le procedure di identificazione e di notifica delle sanzioni amministrative.Con il rafforzamento del Reve, il nuovo obbligo assicurativo e l'accesso diretto alle banche dati straniere, il governo punta a rendere più immediati i controlli sui veicoli esteri e a contrastare quei sistemi che consentono di utilizzare stabilmente in Italia un mezzo senza sottostare agli stessi obblighi previsti per i veicoli immatricolati nel nostro Paese.