Accusa di circonvenzione di incapace per 800mila euro non dichiarati
L'importo complessivo contestato è particolarmente rilevante: quasi 1,9 milioni di euro di proventi non dichiarati
Un sequestro preventivo per un importo di oltre 817mila euro è stato eseguito nei confronti di un uomo residente nel Sannio, nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento. Il provvedimento nasce da un procedimento nel quale l'uomo è imputato per circonvenzione di persona incapace, con una persona anziana indicata come parte offesa, e riguarda anche una contestazione di natura fiscale relativa a proventi che gli inquirenti ritengono illeciti.Secondo l'ipotesi accusatoria, nell'anno d'imposta preso in esame l'indagato non avrebbe dichiarato al Fisco proventi per complessivi 1.906.941 euro. Dalla mancata indicazione di tali somme sarebbe derivata un'imposta evasa pari a 817.178 euro.È sulla base di questi elementi che i militari della Sezione Tutela Finanza Pubblica del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari, su richiesta della Procura sannita. Il provvedimento è stato disposto in relazione al reato di dichiarazione infedele.L'indagineL'attività investigativa è stata condotta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Benevento e ha preso le mosse dal procedimento per circonvenzione di persona incapace. La vicenda riguarda una persona anziana, indicata come parte offesa, e avrebbe portato gli investigatori a esaminare anche la posizione fiscale dell'imputato e la provenienza delle somme nella sua disponibilità.Gli approfondimenti condotti dai militari della Guardia di finanza avrebbero consentito di individuare, secondo la ricostruzione dell'accusa, proventi derivanti dall'attività illecita che non sarebbero stati indicati nella dichiarazione dei redditi relativa all'anno d'imposta oggetto dell'indagine.L'importo complessivo contestato è particolarmente rilevante: quasi 1,9 milioni di euro di proventi non dichiarati, ai quali corrisponderebbe un'imposta evasa superiore a 817mila euro.La questione dei redditi derivanti da reatoUn passaggio centrale del provvedimento riguarda proprio la natura delle somme che, secondo l'accusa, non sarebbero state dichiarate. Il giudice ha ritenuto, allo stato degli atti, accoglibile la ricostruzione proposta dalla Procura in merito all'obbligo di dichiarare fiscalmente anche i redditi conseguiti attraverso attività illecite.Si tratta di un principio consolidato anche nella giurisprudenza della Corte di Cassazione: i proventi derivanti da un reato, quando costituiscono reddito fiscalmente rilevante, non perdono per questo la loro rilevanza ai fini tributari. In altre parole, l'eventuale origine illecita delle somme non esclude automaticamente l'obbligo di dichiararle al Fisco.È proprio su questa interpretazione che si fonda, allo stato, la contestazione relativa alla dichiarazione infedele e, conseguentemente, il provvedimento di sequestro preventivo.Il sequestroIl decreto è stato emesso dal Gip su richiesta della Procura della Repubblica di Benevento e successivamente eseguito dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria. La misura cautelare reale è finalizzata a garantire le esigenze previste dalla legge in relazione al reato fiscale contestato.L'importo del provvedimento, pari all'imposta che secondo l'accusa sarebbe stata sottratta all'erario, è di 817.178 euro. La misura si inserisce quindi nel più ampio procedimento penale che vede l'uomo coinvolto per la presunta circonvenzione ai danni della persona anziana.È importante sottolineare che le contestazioni rappresentano ipotesi accusatorie ancora al vaglio dell'autorità giudiziaria. Il provvedimento cautelare non equivale a una sentenza definitiva di condanna e la responsabilità dell'imputato dovrà essere accertata nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto delle garanzie previste dall'ordinamento.Le indagini e gli accertamenti patrimoniali e fiscali proseguiranno dunque per chiarire l'origine delle somme, la loro effettiva disponibilità e tutti gli ulteriori aspetti della vicenda. Al centro dell'inchiesta restano sia la presunta circonvenzione della persona anziana sia la contestazione fiscale relativa ai quasi due milioni di euro di proventi che, secondo l'accusa, non sarebbero stati dichiarati.