Torna a tremare la terra in Campania
Le prime elaborazioni dei dati raccolti dalla rete di monitoraggio hanno evidenziato una sequenza composta da circa quindici eventi sismici
Nuova attività sismica nell'area dei Campi Flegrei, dove nel pomeriggio di ieri è stato registrato un breve sciame di terremoti di lieve entità. Le scosse, localizzate nel settore del Monte Olibano, all'interno della caldera flegrea, si sono susseguite in un intervallo di tempo molto limitato, senza provocare particolari criticità ma richiamando ancora una volta l'attenzione sul costante monitoraggio dell'area vulcanica.La sequenza si è sviluppata nell'arco di meno di venti minuti, tra le 16.57 e le 17.15 circa. Come previsto dai protocolli di protezione civile, l'Osservatorio Vesuviano dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha immediatamente comunicato l'inizio dello sciame sismico alla Prefettura e al Comune di Pozzuoli, che hanno provveduto a informare tempestivamente la cittadinanza attraverso i consueti canali istituzionali.Le prime elaborazioni dei dati raccolti dalla rete di monitoraggio hanno evidenziato una sequenza composta da circa quindici eventi sismici, quasi tutti di magnitudo molto bassa e percepibili soltanto dagli strumenti. Il terremoto più intenso ha raggiunto una magnitudo stimata di 1.6, con un margine di errore di ±0.3, valore che rientra nella normale attività sismica osservata nell'area dei Campi Flegrei.Secondo le analisi preliminari degli esperti, la sequenza appare confinata al settore del Monte Olibano, una zona che presenta caratteristiche geologiche peculiari rispetto al resto della caldera. Proprio la particolare risposta strutturale di quest'area fa sì che episodi di questo tipo possano svilupparsi in modo circoscritto, senza necessariamente coinvolgere l'intero sistema vulcanico.Gli specialisti sottolineano inoltre che, allo stato attuale, lo sciame sismico non può essere interpretato come un segnale di una nuova accelerazione del fenomeno bradisismico. Negli ultimi giorni, infatti, gli strumenti dell'INGV avevano evidenziato un rallentamento della velocità di sollevamento del suolo, elemento che continua a essere monitorato insieme agli altri parametri geofisici e geochimici dell'area.L'attività dei Campi Flegrei resta costantemente sotto osservazione attraverso una fitta rete di sensori che controlla in tempo reale terremoti, deformazioni del terreno ed emissioni di gas. Ogni variazione significativa viene analizzata dagli esperti dell'Osservatorio Vesuviano e condivisa con le autorità di Protezione civile, che mantengono attivi i protocolli di informazione e sicurezza per la popolazione.Al momento, dunque, la breve sequenza registrata al Monte Olibano viene considerata compatibile con l'attuale fase evolutiva della caldera. Gli esperti ribadiscono che il monitoraggio prosegue senza interruzioni e che eventuali cambiamenti nel quadro geofisico saranno tempestivamente comunicati agli enti competenti e ai cittadini.