Operazione antidroga in trasferta: 20 arresti
L'operazione ha visto impegnati circa 120 militari dell'Arma, che hanno dato esecuzione a un'ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari
Un'organizzazione criminale che, secondo gli investigatori, avrebbe operato per oltre dieci anni nel traffico di droga, con una struttura stabile, collegamenti territoriali e una capacità di gestione ritenuta consolidata, è stata colpita da una vasta operazione dei Carabinieri. Il blitz, scattato nelle prime ore del mattino, ha portato all'esecuzione di venti misure cautelari tra Lazio, Campania, Umbria e Roma, al termine di un'indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Capitale.L'operazione ha visto impegnati circa 120 militari dell'Arma, che hanno dato esecuzione a un'ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma su richiesta della Dda. Diciassette persone sono state trasferite in carcere, mentre per altri tre indagati sono stati disposti gli arresti domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico.L'intervento ha coinvolto numerosi territori ritenuti strategici nell'attività del gruppo: le province di Frosinone, Napoli, Caserta e Perugia, oltre alla città di Roma. Le operazioni sono state coordinate dalla Compagnia dei Carabinieri di Cassino e hanno visto la partecipazione di reparti altamente specializzati dell'Arma, tra cui il Raggruppamento Operativo Speciale, le unità cinofile antidroga, personale dotato di apparecchiature georadar e un elicottero del Nucleo di Roma Urbe.Nel corso dell'attività investigativa è stato inoltre eseguito un decreto di sequestro preventivo nei confronti di sette persone non destinatarie di provvedimenti restrittivi personali, nell'ambito delle contestazioni formulate dagli inquirenti.Secondo la ricostruzione della Procura antimafia romana, gli indagati avrebbero costituito un'associazione criminale organizzata e strutturata, con il presunto obiettivo di gestire un importante traffico di sostanze stupefacenti. L'organizzazione, sempre secondo l'ipotesi accusatoria, sarebbe stata caratterizzata anche dalla disponibilità di armi e dal coinvolgimento in un'attività di approvvigionamento e distribuzione di droga definita di rilevante entità.Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, anche altri gravi reati, tra cui episodi di usura, estorsione, detenzione illegale di armi e ulteriori condotte che, in alcuni casi, sarebbero state aggravate dall'utilizzo del metodo mafioso. Come previsto dalla legge, tutte le accuse dovranno essere sottoposte al vaglio dell'autorità giudiziaria nelle successive fasi del procedimento e gli indagati potranno esercitare pienamente il diritto di difesa.L'indagine è partita nel 2019 grazie al lavoro dei militari del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Cassino, che nel corso degli anni hanno raccolto elementi ritenuti utili a ricostruire la presunta attività del gruppo. Al centro dell'inchiesta sarebbe emersa una realtà a prevalente composizione familiare, che avrebbe mantenuto nel tempo una presenza costante nel mercato della droga, riuscendo, secondo gli investigatori, a resistere anche dopo precedenti interventi repressivi.Un ruolo importante nell'attività investigativa sarebbe stato svolto dalle intercettazioni, che avrebbero consentito di delineare non solo i meccanismi interni del gruppo, ma anche la percezione che gli stessi indagati avrebbero avuto della propria continuità operativa. In alcune conversazioni, infatti, sarebbero emersi riferimenti a un'attività criminale portata avanti da anni senza sostanziali interruzioni, con l'intenzione di rafforzare ulteriormente la propria influenza.Gli investigatori ipotizzano inoltre che l'organizzazione stesse pianificando un'espansione della propria area di controllo, con particolare attenzione ad alcuni quartieri popolari dove avrebbe cercato di consolidare nuovi punti di riferimento per la gestione dello spaccio.L'operazione rappresenta, secondo gli inquirenti, il risultato di un lungo lavoro di monitoraggio e contrasto alla criminalità organizzata sul territorio, finalizzato a interrompere una rete ritenuta radicata e capace di muoversi tra diverse province e regioni. Un'indagine complessa che ha richiesto anni di approfondimenti e il coinvolgimento di diversi reparti specializzati dei Carabinieri.