Morto il boss Salvatore Puccinelli
la morte sarebbe sopraggiunta per cause naturali, probabilmente a seguito di un malore improvviso
È morto nella notte Salvatore Puccinelli, 71 anni, storico esponente della criminalità organizzata napoletana e fondatore del gruppo camorristico che per anni ha esercitato la propria influenza nel Rione Traiano, quartiere della periferia occidentale di Napoli. Il decesso è avvenuto nella sua abitazione di Soccavo, dove l'uomo si trovava dopo aver ottenuto, negli anni scorsi, una misura alternativa alla detenzione per motivi di salute. Secondo le prime informazioni, la morte sarebbe sopraggiunta per cause naturali, probabilmente a seguito di un malore improvviso. Puccinelli, infatti, da tempo soffriva di diversi problemi fisici.
La notizia della sua scomparsa ha portato le autorità a disporre particolare attenzione anche per le modalità dei funerali. La cerimonia, prevista questa mattina alle 10, si svolgerà in forma privata dopo il provvedimento del Questore di Napoli che ha vietato qualsiasi manifestazione pubblica.
Una lunga storia giudiziaria
Il nome di Salvatore Puccinelli è legato a una delle organizzazioni criminali che hanno segnato per decenni gli equilibri del Rione Traiano. Condannato definitivamente a 40 anni di reclusione, avrebbe dovuto terminare di scontare la pena nel 2051.
Nel corso della sua vicenda giudiziaria, il boss era stato trasferito agli arresti domiciliari a Montesilvano, in provincia di Pescara, a causa delle sue condizioni di salute. Proprio nella città abruzzese era stato nuovamente arrestato nel 2011: secondo gli investigatori, nonostante la lontananza da Napoli, avrebbe continuato a mantenere un ruolo nella gestione del traffico di sostanze stupefacenti.
L'indagine aveva inoltre acceso i riflettori sul suo presunto patrimonio e sulle sue disponibilità economiche. Gli investigatori avevano evidenziato una situazione ritenuta non compatibile tra le entrate dichiarate e il tenore di vita sostenuto. L'inchiesta, però, si era conclusa nel 2019 con una sentenza di assoluzione.
La nascita del clan nel Rione Traiano
La storia criminale di Puccinelli inizia negli anni Ottanta, quando, dopo un iniziale legame con il narcotrafficante Umberto Ammaturo, avrebbe deciso di costruire una propria organizzazione autonoma.
Il gruppo, nato inizialmente anche grazie alla collaborazione con Mario Perrella, si sarebbe successivamente separato dando vita a nuovi assetti criminali e a una serie di conflitti per il controllo del territorio.
Uno degli episodi più drammatici legati a quella stagione di violenza risale al 1991, durante la faida tra clan rivali. Il 2 luglio di quell'anno il piccolo Fabio De Pandi, 11 anni, rimase ucciso da un proiettile vagante esploso durante un agguato tra gruppi contrapposti. Una tragedia che segnò profondamente il quartiere e divenne uno dei simboli delle conseguenze delle guerre di camorra sulla popolazione civile.
Il controllo delle piazze di spaccio
Negli anni successivi il clan Puccinelli riuscì a consolidare la propria presenza nel Rione Traiano, arrivando secondo gli investigatori a controllare una parte significativa del traffico di droga nella zona.
Il gruppo avrebbe stretto rapporti con altri sodalizi criminali, tra cui i Mazzarella, ampliando la propria capacità organizzativa e il controllo delle attività illecite. Parallelamente si sarebbero sviluppati contrasti con altri clan dell'area occidentale di Napoli, in particolare con il gruppo Grimaldi di Soccavo.
L'ultima grande offensiva investigativa contro il sodalizio risale al 2017, quando un'operazione dei carabinieri portò all'esecuzione di 86 misure cautelari nell'ambito di un'inchiesta che ricostruì struttura e metodi del clan.
Secondo quanto emerso dalle indagini, l'organizzazione avrebbe utilizzato bunker ricavati negli scantinati degli edifici popolari, sistemi di sorveglianza del territorio, vedette e una rete di controllo delle zone considerate strategiche per lo spaccio.
Con la morte di Salvatore Puccinelli si chiude una pagina della storia criminale del Rione Traiano, un territorio che negli ultimi decenni ha vissuto profonde trasformazioni sociali e che ancora oggi resta al centro dell'attenzione delle forze dell'ordine per il contrasto ai fenomeni criminali.