Ultima Cena, il Comune non rimuoverà l'installazione che fa infuriare la comunità ebraica
L’amministrazione comunale ha inoltre precisato che tutte le opere e i bozzetti esposti durante la festa sono stati preventivamente valutati
Il Comune di Torre del Greco ha confermato che non verrà rimossa l’immagine finita al centro delle polemiche, raffigurante un uomo anziano, con barba, abito e cappello scuri, mentre maneggia del denaro. L’opera, esposta nell’ambito della Festa dei Quattro Altari, è stata contestata dalla Comunità ebraica di Napoli, che ha espresso forte preoccupazione ritenendo che l’immagine possa richiamare uno stereotipo antigiudaico legato alla figura dell’ebreo come “accumulatore di denaro”, giudicandola offensiva e potenzialmente diffamatoria.
Secondo quanto riferito all’AGI dall’amministrazione comunale, l’opera resterà comunque esposta fino alla conclusione della manifestazione, prevista per il giorno successivo. Il sindaco Luigi Mennella avrebbe risposto formalmente alla lettera inviata dalla Comunità ebraica, sostenendo di aver già chiarito la posizione dell’ente e il contesto in cui l’immagine è stata realizzata e inserita.
L’opera in questione, intitolata “Fractio Panis” e firmata dall’artista Salvatore Seme, è una grande tela di otto metri per sedici che si inserisce in un impianto iconografico di ispirazione evangelica. Nella rappresentazione viene richiamato un episodio del Vangelo secondo Luca, in cui Gesù si avvicina e condivide il pasto con i peccatori, includendo anche la figura del pubblicano Levi. In questo contesto, Gesù è raffigurato in piedi mentre spezza il pane, gesto simbolico centrale della narrazione.
Attorno a lui sono presenti diversi personaggi identificati come “peccatori”, tra cui appunto il pubblicano Levi, rappresentato mentre conta del denaro. Sullo sfondo compaiono inoltre le Sette opere della misericordia, richiamate in forma simbolica: nutrire gli affamati, dissetare gli assetati, assistere gli infermi, seppellire i morti, vestire gli ignudi, ospitare i forestieri e visitare i carcerati. L’insieme della scena, nelle intenzioni dell’autore, vuole quindi richiamare un messaggio religioso legato alla misericordia e al riscatto.
L’amministrazione comunale ha inoltre precisato che tutte le opere e i bozzetti esposti durante la festa sono stati preventivamente valutati e approvati da una commissione composta da rappresentanti dell’Ufficio Cultura del Comune, da artisti e da membri del clero, considerando lo storico legame della manifestazione con la tradizione religiosa locale e le indicazioni fornite dal Decanato.
Nonostante le polemiche e le richieste di rimozione, il Comune ha ribadito quindi la decisione di mantenere l’opera nella sua collocazione originaria fino alla chiusura dell’evento, sottolineando il contesto artistico e simbolico in cui è stata concepita.