Scavi di Pompei, emerge lo scheletro di un equide
Il ritrovamento dello scheletro si inserisce in un contesto già ricco di reperti legati alla presenza di animali da lavoro
Durante una nuova campagna di scavo nell’area dell’Insula dei Casti Amanti a Pompei è stato rinvenuto lo scheletro di un equide all’interno di un ambiente destinato alla lavorazione del pane. La scoperta è avvenuta nel corso di indagini condotte da un’équipe interdisciplinare che ha coinvolto archeologi e specialisti del Laboratorio di Ricerche Applicate, tra cui archeozoologi, archeobotanici e antropologi.
L’Insula dei Casti Amanti rappresenta uno dei cantieri più rilevanti del sito archeologico, poiché conserva un complesso produttivo quasi integro: un panificio con forno, magazzini, aree di lavorazione e gli spazi abitativi del proprietario. L’area è nota anche per il celebre affresco del “casto bacio”, che ha dato il nome all’intero isolato.
Il ritrovamento dello scheletro si inserisce in un contesto già ricco di reperti legati alla presenza di animali da lavoro, in particolare equidi utilizzati per azionare le macine e trasportare il grano necessario alla produzione del pane. La nuova scoperta potrebbe fornire ulteriori elementi per comprendere non solo le attività produttive dell’epoca, ma anche le dinamiche dell’eruzione del 79 d.C. e il comportamento degli animali durante l’evento catastrofico.
Gli studiosi sottolineano infatti come lo studio dei resti possa contribuire a ricostruire con maggiore precisione le ultime fasi di vita della città romana e le condizioni ambientali che precedettero la sua distruzione.