Scarichi nel Sarno, sigilli ad azienda conserviera a Striano
Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato il deposito incontrollato di rifiuti, tra cui fanghi derivanti dal trattamento degli effluenti e residui di lavorazione
Nuovo intervento dei Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente di Napoli nell’ambito delle indagini sull’inquinamento del fiume Sarno. Su disposizione del gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura oplontina, è stato eseguito il sequestro di un’azienda conserviera con sede a Striano, in provincia di Napoli.
Il provvedimento riguarda ipotesi di reato legate allo scarico abusivo di reflui industriali e alla gestione non autorizzata dei rifiuti. L’impianto, che si estende su circa 30mila metri quadrati (di cui 15mila coperti) e impiega oltre 60 lavoratori, risulta autorizzato con AIA ed era già stato in passato oggetto di un precedente sequestro per analoghe irregolarità ambientali.
Nel corso dei controlli, effettuati con il supporto del personale dell’ARPAC di Napoli, i militari del NOE avrebbero riscontrato una serie di violazioni di natura penale. Tra queste, il superamento dei limiti di legge per parametri come il COD e l’Escherichia coli negli scarichi immessi in un corpo idrico superficiale, identificato nel torrente Corrente, tributario del fiume Sarno. Ulteriori criticità sarebbero emerse anche per scarichi diretti in un’area protetta appartenente al Parco Regionale del bacino idrografico del Sarno.
Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato il deposito incontrollato di rifiuti, tra cui fanghi derivanti dal trattamento degli effluenti e residui di lavorazione non più utilizzabili, stoccati in un’area non autorizzata. Contestate anche irregolarità edilizie per ampliamenti funzionali dell’impianto realizzati senza le necessarie autorizzazioni.
Le indagini proseguono per chiarire l’intera portata delle violazioni e verificare eventuali responsabilità aggiuntive nella gestione dell’impianto e degli scarichi industriali.