Scarichi nel fiume, sigilli a conceria
l’acqua sarebbe stata impiegata nei processi produttivi senza adeguati sistemi di trattamento finalizzati all’abbattimento dei parametri alterati
Prosegue l’attività di contrasto all’inquinamento ambientale nel bacino del fiume Sarno. Nell’ambito dei controlli finalizzati a individuare possibili fonti di contaminazione delle acque, i Carabinieri Forestali di Serino, in collaborazione con i militari dell’Arma territoriale e in attuazione del protocollo d’intesa con l’Autorità Giudiziaria, hanno denunciato un imprenditore del settore conciario e sequestrato un pozzo industriale ritenuto contaminato da tetracloroetilene.L’operazione è stata effettuata all’interno di un’azienda del distretto conciario di Solofra specializzata nella lavorazione e tintura di pelli e cuoio. Durante le verifiche, i militari hanno accertato che nel ciclo produttivo veniva utilizzata acqua prelevata da un pozzo aziendale che, secondo i primi riscontri, presenterebbe tracce di tetracloroetilene, sostanza da anni al centro delle attività di monitoraggio ambientale nell’area Solofrana-Montorese.Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’acqua sarebbe stata impiegata nei processi produttivi senza adeguati sistemi di trattamento finalizzati all’abbattimento dei parametri alterati. Alla luce delle irregolarità riscontrate, i Carabinieri hanno proceduto al sequestro penale del pozzo e delle attrezzature utilizzate per l’emungimento dell’acqua.L’amministratore unico della società è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Avellino con le ipotesi di reato di omessa bonifica e omessa redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).L’intervento rientra nel più ampio piano di controlli ambientali predisposto per tutelare il bacino del Sarno e i suoi affluenti, un territorio che continua a fare i conti con criticità ambientali legate alla contaminazione delle risorse idriche.Nei giorni scorsi, analoghe verifiche erano state effettuate anche nel comune di Montoro. In quell’occasione i Carabinieri Forestali di Forino avevano denunciato il titolare di un opificio per la lavorazione del legno, risultato privo delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera e non iscritto alla Camera di Commercio. I militari avevano sequestrato un immobile di circa 200 metri quadrati e dieci macchinari utilizzati per la produzione.I controlli proseguiranno anche nelle prossime settimane con l’obiettivo di individuare ulteriori situazioni di rischio e rafforzare la tutela dell’ambiente e della salute pubblica in un’area particolarmente sensibile sotto il profilo ambientale.