Rissa per una panca in palestra finisce a coltellate
Dopo l’aggressione, il presunto responsabile si sarebbe allontanato rapidamente dalla struttura
Un violento episodio avvenuto all’interno di una palestra della periferia est di Roma ha portato all’arresto di un uomo già noto alle forze dell’ordine per il suo passato nel narcotraffico internazionale. Si tratta di David Cittadini, soprannominato “Piotta”, 53 anni, il cui nome è tornato al centro delle cronache giudiziarie dopo una presunta aggressione culminata con il ferimento di un altro frequentatore della struttura sportiva. I fatti risalgono all’11 giugno scorso e si sarebbero verificati in una palestra situata nella zona di Torre Maura. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto sarebbe nato da un acceso diverbio nella sala pesi. Una discussione apparentemente banale, legata all’utilizzo di una panca per gli allenamenti, si sarebbe rapidamente trasformata in uno scontro fisico dalle conseguenze gravissime.
Stando alle indagini condotte dai carabinieri, durante la lite il 53enne avrebbe colpito un altro cliente della palestra con un’arma da taglio, ferendolo gravemente al fianco sinistro. La vittima, un uomo di circa quarant’anni, è stata immediatamente soccorsa e trasportata d’urgenza al Policlinico Casilino, dove i medici sono intervenuti con un’operazione chirurgica per trattare le lesioni riportate alla milza e all’intestino.
Dopo l’aggressione, il presunto responsabile si sarebbe allontanato rapidamente dalla struttura, facendo perdere le proprie tracce. Da quel momento è scattata una complessa attività investigativa coordinata dai carabinieri della Stazione Roma Alessandrina con il supporto del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Casilina.
Determinante si è rivelata l’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti sia all’interno che all’esterno della palestra. Le immagini, unite alle testimonianze raccolte tra i presenti, hanno consentito agli investigatori di ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e di identificare il presunto aggressore, una figura già conosciuta negli ambienti investigativi.
Nei giorni successivi le ricerche si sono intensificate. I militari hanno effettuato numerosi controlli e perquisizioni, riuscendo a recuperare e sequestrare gli indumenti che l’uomo avrebbe indossato al momento dell’aggressione. Una serie di elementi che ha contribuito a rafforzare il quadro indiziario nei suoi confronti.
La svolta è arrivata mercoledì pomeriggio, quando i carabinieri sono riusciti a rintracciarlo. Secondo quanto emerso, il 53enne stava raggiungendo il carcere di Rebibbia accompagnato dal proprio legale, con l’intenzione di presentarsi spontaneamente alle autorità e fornire la propria versione dei fatti. I militari lo hanno fermato prima del suo ingresso nella struttura penitenziaria, eseguendo il provvedimento disposto nei suoi confronti.
L’arresto riporta nuovamente sotto i riflettori una figura che negli anni è stata protagonista di alcune delle più importanti inchieste antidroga della Capitale. Cittadini viene infatti considerato dagli investigatori un personaggio di rilievo nel panorama del narcotraffico romano.
Il suo nome emerse già nel 2006 nell’ambito dell’operazione denominata “Ibisco”, una vasta indagine che portò alla luce un’organizzazione dedita all’importazione e alla distribuzione di sostanze stupefacenti provenienti dal Marocco e dal Sud America. L’inchiesta portò all’arresto di numerose persone e a pesanti condanne, tra cui quella inflitta allo stesso Cittadini, condannato a oltre tredici anni di reclusione.
Per evitare il carcere, l’uomo si rese irreperibile dando inizio a una lunga latitanza durata circa quindici anni. Durante quel periodo avrebbe trovato rifugio in Spagna, riuscendo a sottrarsi alla cattura fino al 2021. A tradirlo sarebbe stato il forte legame con la figlia, che lo avrebbe spinto a rientrare a Roma per partecipare ai festeggiamenti del suo compleanno.
Dopo giorni di appostamenti e attività di osservazione, i carabinieri riuscirono a individuarlo in un appartamento della zona Tuscolana. Per sorprenderlo, i militari si presentarono alla porta travestiti da corrieri. L’operazione si concluse con il suo arresto mentre tentava inutilmente di nascondersi all’interno dell’abitazione.
Anche dopo la fine della latitanza, il suo nome è rimasto al centro delle cronache giudiziarie. Nel 2022 le autorità hanno infatti disposto il sequestro di un ingente patrimonio composto da immobili, orologi di lusso e altri beni di valore per un ammontare complessivo stimato in circa un milione di euro.
Ora il 53enne si trova nuovamente a fare i conti con la giustizia per una vicenda completamente diversa dal suo passato legato alla droga, ma altrettanto grave. Le indagini proseguono per definire ogni dettaglio dell’accaduto e accertare definitivamente le responsabilità legate all’aggressione avvenuta nella palestra di Torre Maura.