Omicidio davanti alla scuola, il ricercato preso a Ibiza

L'arresto rappresenta un passaggio importante nell'inchiesta coordinata dalla DDA

A cura di Redazione
25 giugno 2026 12:30
Omicidio davanti alla scuola, il ricercato preso a Ibiza -
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Svolta nelle indagini sull'omicidio di Salvatore De Marco, ucciso lo scorso 2 marzo in un agguato avvenuto in via Sorrento, nel quartiere napoletano di San Giovanni a Teduccio. Nelle scorse ore gli investigatori hanno arrestato quello che ritengono essere uno degli uomini chiave nella pianificazione e nell'esecuzione del delitto. L'uomo è stato fermato dagli agenti della Squadra Mobile di Napoli direttamente all'aeroporto di Capodichino, subito dopo l'atterraggio del volo proveniente da Ibiza. Secondo quanto emerso, stava rientrando da una vacanza in Spagna insieme a familiari e amici quando è stato raggiunto dal provvedimento cautelare emesso dall'autorità giudiziaria.

L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata firmata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. All'indagato vengono contestati i reati di concorso in omicidio e detenzione e porto illegale di arma da fuoco, aggravati dal metodo mafioso.

L'arresto rappresenta un passaggio importante nell'inchiesta coordinata dalla DDA, che fin dalle prime ore successive all'agguato aveva concentrato l'attenzione sui possibili collegamenti tra il delitto e le dinamiche criminali presenti nell'area orientale della città.

Secondo la ricostruzione investigativa, il destinatario della misura cautelare sarebbe vicino al clan D'Amico-Mazzarella, organizzazione ritenuta storicamente radicata e influente nel territorio di San Giovanni a Teduccio. Gli inquirenti ritengono che l'uomo abbia svolto un ruolo determinante nella preparazione dell'omicidio, contribuendo all'organizzazione logistica dell'agguato e supportando operativamente gli esecutori materiali.

Fondamentale per il lavoro degli investigatori è stata l'analisi delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti lungo i percorsi utilizzati dagli autori del delitto prima e dopo l'azione criminale. Attraverso un paziente lavoro di ricostruzione, gli agenti della Squadra Mobile sono riusciti a seguire gli spostamenti dei soggetti coinvolti e a raccogliere elementi ritenuti particolarmente significativi dalla Procura.

Le immagini, incrociate con ulteriori accertamenti tecnici e investigativi, avrebbero consentito di delineare il presunto ruolo svolto dall'indagato nelle fasi preparatorie dell'omicidio.

Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia, l'uomo avrebbe partecipato attivamente alla pianificazione dell'agguato attraverso una serie di sopralluoghi finalizzati a monitorare le abitudini della vittima e a individuare il momento più favorevole per colpire. Gli investigatori ritengono inoltre che abbia preso parte alle attività di ricerca e localizzazione di Salvatore De Marco nei giorni precedenti al delitto.

Tra le contestazioni mosse nei suoi confronti vi è anche quella relativa alla disponibilità dell'autovettura utilizzata per l'azione criminale. Gli inquirenti sostengono che l'indagato avrebbe procurato e custodito il mezzo impiegato dai killer, mantenendolo a disposizione del gruppo nelle fasi immediatamente precedenti all'agguato.

Non solo. La ricostruzione della Procura attribuisce all'uomo anche un ruolo nella fase successiva all'omicidio. Dopo l'abbandono dell'auto utilizzata dai sicari in una zona isolata, avrebbe infatti recuperato il conducente del veicolo, contribuendo così a favorire la fuga dei responsabili e a ostacolare le attività investigative.

L'omicidio di Salvatore De Marco aveva riacceso i riflettori sulle tensioni criminali nell'area orientale di Napoli. L'agguato, avvenuto in pieno giorno nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, aveva immediatamente fatto ipotizzare agli investigatori un contesto riconducibile alle dinamiche della criminalità organizzata locale.

L'arresto eseguito nelle ultime ore rappresenta un ulteriore tassello nell'inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, che continua a lavorare per identificare tutti i soggetti coinvolti nella pianificazione e nell'esecuzione del delitto.

Le indagini proseguono e non si escludono ulteriori sviluppi nelle prossime settimane, mentre gli investigatori continuano ad approfondire il quadro delle responsabilità e dei possibili collegamenti con gli equilibri criminali presenti sul territorio.

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