Legambiente misura il grande caldo: a Napoli a terra c'erano quasi 64 gradi
La campagna di sensibilizzazione non si limiterà a Napoli, ma proseguirà nelle prossime settimane in diverse città italiane
Temperature record al suolo e iniziative di sensibilizzazione contro l’emergenza climatica a Napoli, dove Legambiente ha presentato il rapporto “Che caldo che fa”, accompagnando l’evento con un flash mob simbolico in Largo Berlinguer. Durante la manifestazione, attivisti e partecipanti hanno messo in scena alcuni gesti quotidiani legati alla necessità di fronteggiare le alte temperature, come l’uso di bacinelle d’acqua per rinfrescare i piedi e controlli della pressione arteriosa, esponendo uno striscione con la richiesta di “città più fresche e più giuste”.
Secondo i dati raccolti dall’associazione, attraverso rilevazioni effettuate con termocamere, in alcune aree del territorio napoletano si sarebbero raggiunte temperature al suolo fino a 63,9 gradi Celsius. Il rilievo è stato effettuato nel quartiere di San Pietro a Patierno, individuato come area particolarmente esposta agli effetti delle ondate di calore e classificato tra le zone più vulnerabili sotto il profilo della cosiddetta “cooling poverty”, ovvero la difficoltà di accesso a sistemi e spazi di raffrescamento urbano.
L’indagine, realizzata nell’ambito della campagna nazionale dell’associazione, ha analizzato 36 punti di interesse distribuiti su circa un chilometro quadrato, includendo spazi pubblici, aree verdi, infrastrutture e servizi essenziali. Dai rilievi termografici effettuati nelle ore più calde della giornata, tra le 11 e le 14, è emerso che circa il 64% delle aree osservate risulta direttamente esposto alla radiazione solare, senza adeguate forme di ombreggiamento.
Tra i punti critici segnalati figurano l’area giochi del Parco IV Aprile, dove è stata registrata la temperatura più elevata della pavimentazione, pari appunto a 63,9°C, e via Casoria, dove la temperatura dell’aria ha raggiunto un picco di 36,5°C.
La campagna di sensibilizzazione non si limiterà a Napoli, ma proseguirà nelle prossime settimane in diverse città italiane, con l’obiettivo di portare l’attenzione sulle condizioni di vivibilità urbana nei quartieri periferici e sulle disuguaglianze ambientali.
Le prossime tappe previste includono Milano, nel quartiere Giambellino il 30 giugno, Terni il 10 luglio nel quartiere Italia-Piazza della Pace, Roma il 14 luglio nell’area dell’Alessandrino, Torino il 22 luglio a Barriera di Milano e Bari il 30 luglio nel quartiere San Paolo.
L’iniziativa punta a sollecitare le amministrazioni locali e nazionali a interventi strutturali per contrastare le isole di calore urbane, attraverso la creazione di nuove aree verdi, il potenziamento delle infrastrutture di raffrescamento e una pianificazione urbana più resiliente ai cambiamenti climatici.