La camorra spara, c'è una vittima
I sanitari del 118 hanno tentato ogni manovra possibile, ma per la vittima non c’era ormai più nulla da fare
Un nuovo episodio di violenza ha scosso Napoli nella tarda serata di martedì 16 giugno, quando un uomo di 48 anni è stato raggiunto da diversi colpi di pistola e ucciso in pieno centro cittadino. Il delitto è avvenuto in via Cesare Rosaroll, importante strada che collega l’area di Porta Capuana con via Foria, a poca distanza da piazza Garibaldi e dalla Stazione Centrale, una delle zone più trafficate del capoluogo campano. L’agguato si è consumato intorno alle 22. Alcune segnalazioni hanno richiesto l’intervento immediato delle forze dell’ordine e dei soccorritori. Quando gli agenti della Polizia di Stato sono arrivati sul posto, hanno trovato il corpo dell’uomo riverso a terra in una pozza di sangue. I sanitari del 118 hanno tentato ogni verifica possibile, ma per la vittima non c’era ormai più nulla da fare: le ferite provocate dagli spari si sono rivelate fatali.
La persona deceduta è stata identificata come Antonio Mauro, quarantotto anni. Secondo le prime informazioni raccolte dagli investigatori, l’uomo sarebbe stato considerato vicino agli ambienti riconducibili al clan Contini. Si tratta tuttavia di aspetti che saranno approfonditi nel corso delle indagini attualmente in corso.
Le ricostruzioni preliminari delineano uno scenario particolarmente inquietante. Stando alle prime ipotesi investigative, Mauro avrebbe tentato di sottrarsi all’attacco cercando riparo all’interno della propria abitazione. I sicari, però, non gli avrebbero lasciato scampo, riuscendo a raggiungerlo e a portare a termine l’azione armata. Gli investigatori stanno verificando ogni dettaglio per comprendere con esattezza come si siano svolti i fatti e quanti siano stati i responsabili coinvolti.
Subito dopo l’omicidio, l’area è stata transennata per consentire agli specialisti della Polizia Scientifica di effettuare tutti gli accertamenti necessari. Sul luogo del delitto hanno operato sia gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico sia gli investigatori della Squadra Mobile, impegnati nella raccolta di elementi utili alle indagini. Particolare attenzione viene rivolta alle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e alle eventuali testimonianze di residenti e passanti.
Gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire le ultime ore di vita della vittima, verificando contatti, spostamenti e possibili motivazioni che potrebbero aver portato all’agguato. Al momento nessuna pista viene esclusa, anche se il contesto in cui è maturato il delitto appare riconducibile agli ambienti della criminalità organizzata.