Incendio nel carcere, colpa di una sigaretta
La situazione è stata però gestita con tempestività dal personale della struttura, che è intervenuto immediatamente per circoscrivere il rogo
Momenti di apprensione nel pomeriggio di ieri ad Aversa, dove una densa colonna di fumo nero è stata visibile dall’area della Casa di Reclusione “Filippo Saporito”, generando preoccupazione tra residenti e passanti. L’allarme è scattato a seguito di un incendio sviluppatosi all’interno della struttura penitenziaria, in una zona esterna dove era stato accatastato materiale di risulta.
Secondo le prime informazioni, a prendere fuoco sarebbero stati alcuni rifiuti e oggetti dismessi, tra cui materassi, probabilmente a causa di un mozzicone di sigaretta non spento correttamente. Le fiamme, alimentate dal materiale infiammabile, hanno rapidamente prodotto una nube visibile anche a distanza, facendo temere inizialmente uno scenario ben più grave.
La situazione è stata però gestita con tempestività dal personale della struttura, che è intervenuto immediatamente per circoscrivere il rogo. Anche alcuni detenuti presenti nella zona avrebbero collaborato alle operazioni iniziali di contenimento, contribuendo a limitare la propagazione delle fiamme in attesa della completa messa in sicurezza dell’area.
Grazie alla rapidità dell’intervento, l’incendio è stato domato prima che potesse raggiungere altri ambienti sensibili della struttura o causare danni a persone o infrastrutture. Non si registrano feriti né conseguenze gravi, e la situazione è tornata sotto controllo nel giro di poco tempo.
In un primo momento, la visibilità del fumo aveva fatto temere un evento di natura più seria, con ipotesi di possibili tensioni interne o addirittura di una rivolta. Tali preoccupazioni sono però rientrate rapidamente con il chiarimento della dinamica dell’accaduto.
Le autorità competenti stanno comunque effettuando le verifiche del caso per accertare con precisione l’origine del rogo e valutare eventuali responsabilità legate alla gestione del materiale andato a fuoco. L’episodio, pur risolto senza conseguenze, ha riportato l’attenzione sulle condizioni di sicurezza e sulla prevenzione degli incendi all’interno degli istituti penitenziari.