Falegname ucciso con una testata in faccia: c'è la condanna

La lite tra i due sarebbe iniziata all’interno dell’esercizio commerciale per poi proseguire all’esterno

A cura di Redazione
26 giugno 2026 10:00
Falegname ucciso con una testata in faccia: c'è la condanna -
Condividi

La Corte d’Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha condannato a 24 anni di reclusione Gianluca Sangiorgio, ritenuto responsabile dell’omicidio di Roberto Fusciello, 46 anni, falegname, deceduto al termine di una violenta aggressione avvenuta nel gennaio 2024 a Cellole, in provincia di Caserta. La sentenza è arrivata al termine del processo di primo grado. Il pubblico ministero Stefania Pontillo aveva richiesto la pena dell’ergastolo, ma la Corte, presieduta da Marcella Suma, ha riconosciuto le attenuanti generiche, determinando la condanna a 24 anni di carcere. Disposto inoltre il risarcimento del danno in favore dei familiari della vittima e una provvisionale pari a 50.000 euro per ciascuna parte civile.

Secondo quanto ricostruito nel corso del dibattimento, l’episodio si è verificato all’esterno di una sala scommesse situata sul corso Freda. La lite tra i due sarebbe iniziata all’interno dell’esercizio commerciale per poi proseguire all’esterno, dove la situazione sarebbe degenerata in violenza.

Stando alle risultanze processuali, Sangiorgio avrebbe colpito Fusciello prima con calci e pugni e successivamente con una testata al volto, provocandone la caduta a terra e le conseguenze risultate poi fatali.

Determinante, ai fini dell’identificazione dell’imputato, è stata l’attività investigativa condotta dai carabinieri della compagnia di Sessa Aurunca. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private hanno consentito di ricostruire la dinamica dei fatti e risalire al presunto responsabile.

Segui il Fatto Vesuviano