Cornetteria star dei social chiusa, le replica del proprietario
il titolare ha spiegato che la sospensione dell’attività sarebbe legata principalmente ad alcuni adeguamenti strutturali richiesti dagli organi di controllo
Dopo le polemiche e l’eco mediatica seguite alla chiusura della nota cornetteria Cip&Ciop di Chiaiano, arriva la replica del titolare, che attraverso i social ha voluto chiarire la propria posizione e rassicurare i clienti sulla temporaneità del provvedimento. L’attività, diventata negli ultimi anni un vero fenomeno del web grazie ai video pubblicati sui social e a una community di oltre un milione e mezzo di follower, era stata sottoposta a chiusura temporanea a seguito di un controllo congiunto effettuato da Asl e Carabinieri. Durante l’ispezione erano emerse diverse irregolarità amministrative e igienico-sanitarie che avevano portato all’elevazione di sanzioni per complessivi 65mila euro e al sequestro di circa 450 chilogrammi di prodotti alimentari.
Attraverso un messaggio pubblicato online, il titolare ha spiegato che la sospensione dell’attività sarebbe legata principalmente ad alcuni adeguamenti strutturali richiesti dagli organi di controllo. In particolare, sarebbe stata prescritta la realizzazione di una separazione più efficace tra l’area di lavorazione degli alimenti e quella destinata al pubblico, mediante l’installazione di una vetrata a tutta altezza.
Secondo la versione fornita dal gestore, i lavori necessari sarebbero già stati avviati e consentirebbero la riapertura nel giro di pochi giorni. Già nelle ore successive al provvedimento, attraverso i canali social del locale, era stato annunciato uno stop temporaneo di circa quattro o cinque giorni per effettuare alcune modifiche agli spazi.
La cornetteria è diventata particolarmente popolare proprio grazie alla formula adottata durante la preparazione dei prodotti. Nei video diffusi online, infatti, i clienti assistono direttamente alla farcitura di cornetti e dolci, spesso ripresi dalle telecamere mentre osservano il lavoro degli addetti a pochi passi dal bancone.
Tra gli aspetti contestati durante il controllo vi sarebbe stata anche la posizione lavorativa di alcuni dipendenti. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, due persone sarebbero risultate impiegate senza regolare contratto, circostanza che avrebbe determinato ulteriori sanzioni per circa 36mila euro.
Su questo punto, però, il titolare ha fornito una versione differente, sostenendo che su dodici collaboratori presenti soltanto una persona si trovasse in una fase di prova e che tutti gli altri fossero regolarmente assunti e in possesso della documentazione richiesta per operare nel settore alimentare.