Circumvesuviana per Poggiomarino in avaria, malori a bordo

Le proteste si sono rivolte contro l’EAV, l’azienda regionale che gestisce il servizio ferroviario vesuviano

A cura di Redazione
19 giugno 2026 06:00
Circumvesuviana per Poggiomarino in avaria, malori a bordo -
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Un altro pomeriggio segnato da pesanti disagi sulla rete della Circumvesuviana, dove un guasto tecnico ha trasformato un normale viaggio in un’esperienza estenuante per centinaia di passeggeri. Tra temperature torride, carrozze sovraffollate e informazioni praticamente assenti, i viaggiatori si sono trovati ad affrontare una situazione che molti descrivono come ormai insostenibile. Il convoglio coinvolto è quello partito da Napoli Garibaldi alle 14.52 e diretto a Poggiomarino. A causa di un’avaria lungo il percorso, il treno è rimasto bloccato per lunghi minuti, avanzando con estrema lentezza fino a impiegare oltre quaranta minuti per raggiungere la stazione di San Giorgio a Cremano. Un ritardo eccezionale che ha avuto conseguenze pesanti soprattutto considerando le elevate temperature registrate durante la giornata.

All’interno delle carrozze, già affollate alla partenza, le condizioni sono progressivamente peggiorate. L’assenza di un adeguato ricambio d’aria e il gran numero di persone a bordo hanno reso il viaggio particolarmente difficile. Diversi passeggeri hanno accusato malesseri dovuti al caldo e alla permanenza prolungata negli spazi ristretti, mentre altri hanno cercato sollievo come potevano, tra bottigliette d’acqua condivise e tentativi di trovare un angolo meno affollato.

Le testimonianze raccolte raccontano di momenti di forte disagio. Alcuni viaggiatori riferiscono di persone costrette a sedersi a terra o sui gradini delle carrozze perché incapaci di restare in piedi a causa dell’afa. Altri parlano di difficoltà respiratorie e di una crescente preoccupazione per le condizioni di chi appariva più vulnerabile agli effetti del caldo.

A rendere ancora più difficile la situazione sarebbe stata la mancanza di comunicazioni tempestive ai passeggeri. Durante la lunga attesa, infatti, molti lamentano di non aver ricevuto indicazioni chiare sulle cause del problema né sui tempi necessari per la ripresa della marcia. Un silenzio che avrebbe contribuito ad aumentare nervosismo e tensione all’interno del treno.

Con il passare dei minuti il malcontento è diventato sempre più evidente. Tra i viaggiatori sono emerse proteste e richieste di spiegazioni, alimentate dalla sensazione di trovarsi intrappolati in carrozze surriscaldate senza sapere quando il viaggio sarebbe ripreso. La frustrazione si è rapidamente trasformata in rabbia, soprattutto tra coloro che ogni giorno utilizzano il servizio ferroviario per raggiungere il luogo di lavoro o di studio.

Quando finalmente il convoglio è arrivato alla prima fermata utile, numerosi passeggeri hanno lasciato il treno nel tentativo di trovare un po’ di refrigerio. La successiva corsa disponibile è stata presa d’assalto da decine di persone che cercavano di proseguire il viaggio, ma anche in quel caso non sono mancati rallentamenti e ulteriori difficoltà operative.

La giornata si è rivelata problematica anche su altre tratte della rete vesuviana. Ritardi fino a trenta minuti sono stati registrati sulle linee dirette a Sorrento e Sarno, confermando una situazione generale di forte criticità che ha coinvolto migliaia di utenti.

Tra i pendolari cresce la convinzione che episodi simili non rappresentino più un’eccezione ma una costante. Le lamentele riguardano guasti frequenti, cancellazioni improvvise, ritardi cronici e condizioni di viaggio spesso giudicate inadeguate, soprattutto durante i mesi estivi quando il caldo rende ancora più pesanti i disagi.

Molti utenti chiedono interventi concreti per migliorare il servizio e garantire standard di sicurezza più elevati. La preoccupazione maggiore riguarda proprio le conseguenze che situazioni del genere potrebbero avere sulle persone più fragili, come anziani, bambini e soggetti con patologie preesistenti, particolarmente esposti ai rischi legati alle alte temperature.

L’ennesima giornata difficile sulla Circumvesuviana riaccende così il dibattito sulle condizioni del trasporto pubblico locale e sulla necessità di investimenti capaci di assicurare ai cittadini un servizio più affidabile, efficiente e adeguato alle esigenze di un territorio che ogni giorno conta migliaia di pendolari e turisti in movimento.

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