Pompei, voto di scambio per 50 euro ma con foto. Spunta il tariffario
gli agenti avrebbero rilevato che i tre denunciati avevano introdotto i telefoni in cabina elettorale
A Pompei è stata avviata un’indagine per presunto voto di scambio nel corso delle elezioni comunali del 24 e 25 maggio. Durante i controlli effettuati nei pressi dei seggi, la Polizia di Stato ha denunciato tre persone e sequestrato i loro telefoni cellulari, all’interno dei quali sarebbe stato rinvenuto anche un presunto “tariffario” legato alla consultazione elettorale: 50 euro per ogni voto, con la richiesta di dimostrare la preferenza attraverso la fotografia della scheda elettorale.
Gli accertamenti sono condotti dal commissariato di Pompei della Polizia di Stato e mirano a chiarire la reale portata dei fatti, compresa l’eventuale esistenza di una rete organizzata di compravendita del consenso elettorale. Secondo quanto emerso, la presunta attività illecita sarebbe stata collegata a due liste differenti, elemento che amplia ulteriormente il perimetro dell’inchiesta.
Nel corso delle verifiche, gli agenti avrebbero rilevato che i tre denunciati avevano introdotto i telefoni in cabina elettorale e fotografato le schede votate, una pratica che viola le norme sulla segretezza del voto e che, in casi come questo, può costituire un indizio di possibili scambi illeciti legati alla preferenza espressa.
La Procura competente ha aperto un fascicolo e le indagini proseguono per accertare eventuali responsabilità più ampie e verificare se dietro i singoli episodi si nasconda un sistema strutturato di condizionamento del voto.