Papa in Piazza del Plebiscito: il messaggio contro la camorra
Un passaggio particolarmente intenso del discorso ha riguardato il contrasto alla criminalità organizzata
“Se poco fa, davanti alle reliquie del nostro Santo, abbiamo invocato la pace, qui, in questa piazza, quella stessa invocazione diventa qualcosa di più concreto: una richiesta che entra nella vita reale della città”. Con queste parole il cardinale don Mimmo Battaglia, arcivescovo metropolita di Napoli, ha accolto Papa Leone XIV in piazza del Plebiscito, nel corso della visita del Pontefice. Nel suo intervento, Battaglia ha sottolineato il legame profondo tra pace e giustizia, definendole due dimensioni inseparabili della vita sociale e civile. “La pace ha bisogno della giustizia per non restare una parola fragile – ha detto – e la giustizia ha bisogno della pace per non perdere il volto della fraternità. Oggi Le chiediamo questo, Santo Padre: aiutarci a custodirle insieme, come due strade da percorrere ogni giorno”.
L’arcivescovo ha poi declinato questo appello in una serie di richieste rivolte alla città e alla società nel suo complesso, richiamando le diverse componenti della comunità napoletana.
“Pace e giustizia per i giovani, perché possano restare, scegliere, costruire e sognare qui. Pace e giustizia per i bambini, perché abbiano diritto alla scuola, al gioco, alla bellezza e alla tenerezza. Pace e giustizia per le famiglie, primo luogo in cui la città impara a non essere sola. Pace e giustizia per gli anziani, memoria viva di Napoli, radici da custodire e non da abbandonare. Pace e giustizia per i poveri, che non sono il margine della città ma il punto da cui misurare la verità del nostro amore”.
Un passaggio particolarmente intenso del discorso ha riguardato il contrasto alla criminalità organizzata. Battaglia ha definito la camorra non solo come fenomeno criminale, ma come una “menzogna educativa”, capace di distorcere valori e prospettive soprattutto nei più giovani. “La camorra non uccide solo quando spara – ha affermato – ma quando convince un ragazzo che il valore coincide con il potere, che il rispetto si compra con la paura, che il vuoto si riempie con la violenza”.
Da qui l’appello a non lasciare soli i territori e le famiglie: “Nessun ragazzo nasce perduto, nessun quartiere nasce condannato, nessuna famiglia deve essere lasciata sola”.
Infine, un pensiero è stato rivolto anche ai migranti e a chi arriva in cerca di una nuova vita: “Pace e giustizia per chi arriva dal mare, per chi cerca casa, lavoro, e soprattutto qualcuno che lo riconosca come fratello e sorella”.
Le parole del cardinale sono state accolte da lunghi applausi della folla presente in piazza, in un momento che ha intrecciato dimensione religiosa e impegno civile, nel segno del messaggio di unità e responsabilità condivisa rivolto alla città e al Paese.