Mamma coraggio uccisa per difendere i figli dai pedofili, assolto il boss

Resta invece definitiva la condanna all’ergastolo per Alfredo Gallo, individuato come esecutore materiale dell’agguato

A cura di Redazione
05 maggio 2026 07:00
Mamma coraggio uccisa per difendere i figli dai pedofili, assolto il boss -
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Nuovo colpo di scena giudiziario nel caso dell’omicidio di Matilde Sorrentino, la madre uccisa nel 2004 a Torre Annunziata dopo aver denunciato un giro di abusi su minori. La Corte di Assise d’Appello di Napoli ha assolto Francesco Tamarisco, ritenuto in precedenza il mandante del delitto. Per Tamarisco erano arrivate due condanne all’ergastolo, in primo e secondo grado. La sentenza era stata poi annullata dalla Corte di Cassazione, che aveva disposto un nuovo processo. Il giudizio bis si è concluso oggi con l’assoluzione.

Resta invece definitiva la condanna all’ergastolo per Alfredo Gallo, individuato come esecutore materiale dell’agguato.

Il delitto risale al 26 maggio 2004, quando Sorrentino fu uccisa davanti alla sua abitazione, raggiunta da diversi colpi di arma da fuoco al volto e al torace. Secondo gli inquirenti, l’omicidio sarebbe stato legato alle denunce presentate dalla donna anni prima contro una rete di pedofilia attiva nel rione Poverelli. Le indagini su quei fatti portarono all’arresto di numerosi indagati e a condanne per la maggior parte degli imputati.

Nel corso del nuovo processo ha avuto un ruolo centrale la posizione del collaboratore di giustizia Pietro Izzo. Dopo aver inizialmente fornito dichiarazioni accusatorie, Izzo aveva interrotto la collaborazione, denunciando pressioni e minacce ricevute. Successivamente, nel dicembre 2025, aveva inviato una lettera al procuratore di Napoli Nicola Gratteri, ribadendo l’attendibilità delle proprie dichiarazioni.

Durante il procedimento erano emersi anche riferimenti a presunte intimidazioni riconducibili a esponenti del clan Clan Gionta, tra cui Valentino Gionta.

Nonostante la richiesta della Procura generale, rappresentata dal sostituto procuratore Stefania Buda, che aveva sollecitato la conferma dell’ergastolo per Tamarisco, la Corte ha deciso per l’assoluzione.

Una decisione che riapre interrogativi su uno dei casi più drammatici legati alla lotta contro gli abusi sui minori e la criminalità organizzata nel territorio vesuviano.

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