La lady droga vesuviana catturata in Olanda
L’arresto è stato eseguito nell’ambito di un’attività investigativa coordinata dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Napoli
Dopo tre anni di latitanza è stata rintracciata e arrestata in Olanda Mihaela Veronica Babite, ritenuta dagli investigatori una figura di primo piano in un’organizzazione criminale attiva nel traffico internazionale di droga tra i Paesi Bassi e Torre Annunziata. La donna, classe 1982 e originaria della Romania, era destinataria di un ordine di carcerazione emesso in seguito a una condanna definitiva pronunciata dalla Corte d’Appello di Napoli e divenuta irrevocabile il 6 luglio 2023. Dopo la sentenza aveva fatto perdere le proprie tracce, rifugiandosi nei Paesi Bassi, dove nel frattempo aveva assunto il cognome del marito in seguito al matrimonio.
L’arresto è stato eseguito nell’ambito di un’attività investigativa coordinata dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Napoli e condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli con il supporto del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia – Unità F.A.S.T., specializzata nella cattura dei latitanti all’estero.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Mihaela Babite avrebbe avuto un ruolo centrale nell’organizzazione che, tra il 2004 e il 2006, gestiva un importante traffico di sostanze stupefacenti tra l’Olanda e diverse piazze di spaccio del Napoletano. Le accuse formulate nei suoi confronti sono state confermate nei vari gradi di giudizio.
Per gli investigatori, la donna sarebbe stata una delle persone più vicine al boss Pasquale Scarpa, ritenuto ai vertici del gruppo criminale. La sua posizione all’interno dell’organizzazione sarebbe stata particolarmente rilevante nella gestione dei collegamenti internazionali e delle forniture di droga destinate al territorio campano.
Le attività investigative che hanno portato alla sua localizzazione sono proseguite per anni attraverso il coordinamento internazionale tra le forze di polizia italiane e quelle estere, fino all’individuazione del suo rifugio nei Paesi Bassi.
Dopo l’arresto sono state immediatamente avviate anche le procedure di estradizione per consentire il trasferimento della donna in Italia, dove dovrà scontare la pena definitiva stabilita dalla magistratura italiana.