Inquinamento del Sarno: sigilli a tre aziende tra Torre e Striano

Le operazioni rientrano nel più ampio piano di monitoraggio e contrasto all’inquinamento del Sarno

A cura di Redazione
27 maggio 2026 19:00
Inquinamento del Sarno: sigilli a tre aziende tra Torre e Striano -
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Proseguono le attività della Procura di Torre Annunziata nell’ambito delle indagini sull’inquinamento del fiume Sarno, con nuovi interventi eseguiti dalle forze dell’ordine e dagli organi di controllo ambientale in diverse aree del territorio vesuviano. Nel corso delle operazioni sono stati effettuati tre sequestri riconducibili ad attività ritenute irregolari sotto il profilo ambientale, in particolare nei settori della cantieristica nautica e della lavorazione industriale. Gli accertamenti, coordinati dalla magistratura, hanno coinvolto la Capitaneria di Porto, il Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri, i Carabinieri Forestali e l’ARPAC.

Uno degli interventi ha riguardato un capannone destinato al rimessaggio nautico a Torre Annunziata, dove sarebbero stati eseguiti lavori di falegnameria e levigazione di imbarcazioni senza le necessarie autorizzazioni ambientali, in particolare quelle relative alle emissioni in atmosfera. Durante i controlli sarebbero inoltre stati rinvenuti rifiuti speciali, sia pericolosi che non pericolosi, accumulati in maniera non conforme alle normative vigenti. L’area, estesa per circa duemila metri quadrati, è stata sottoposta a sequestro preventivo.

Un secondo intervento ha interessato invece un cantiere nautico situato in via Piombiera, sempre a Torre Annunziata, dove la Polizia Metropolitana di Napoli avrebbe riscontrato emissioni diffuse di fumi e lavorazioni effettuate in assenza delle autorizzazioni regionali richieste. Anche in questo caso il sequestro ha riguardato spazi coperti e scoperti utilizzati per manutenzione, trattamento e rifinitura di imbarcazioni.

Le indagini si sono estese anche al comune di Striano, dove i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Roccarainola hanno sequestrato una ditta operante nel settore ortofrutticolo. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, all’interno dell’area industriale sarebbero stati presenti accumuli incontrollati di rifiuti derivanti dalle attività di lavaggio e lavorazione dei prodotti agricoli, tra cui fanghi e residui vegetali.

Nel corso delle verifiche, i militari avrebbero inoltre individuato uno scarico di reflui industriali collegato direttamente alla rete delle acque bianche, con successivo convogliamento nell’alveo del fiume Sarno. Alla richiesta di esibire le autorizzazioni previste per lo scarico, il titolare dell’attività non avrebbe fornito alcuna documentazione.

Per questo motivo sono stati sottoposti a sequestro d’urgenza il sistema di scarico ritenuto abusivo, il piazzale industriale, i macchinari utilizzati per le lavorazioni e i rifiuti depositati nell’area.

Le operazioni rientrano nel più ampio piano di monitoraggio e contrasto all’inquinamento del Sarno, finalizzato a individuare attività produttive, scarichi e pratiche ambientali irregolari considerate potenzialmente responsabili del degrado del corso d’acqua.

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