"Ho tolto il cuore a Domenico prima di capire che l'altro avesse danni"

Il medico, nel difendere l’operato dell’équipe, sostiene di aver avviato la cardiectomia solo dopo aver ricevuto conferma della presenza dell’organo

A cura di Redazione
15 maggio 2026 12:00
"Ho tolto il cuore a Domenico prima di capire che l'altro avesse danni" -
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Il cardiochirurgo Guido Oppido, protagonista del trapianto di cuore eseguito sul piccolo Domenico Caliendo all’ospedale Monaldi di Napoli, è al centro di una vicenda finita all’attenzione della Procura partenopea e oggetto di approfondimenti da parte del Ministero della Salute. A riaccendere l’attenzione sul caso è una registrazione audio, realizzata durante una riunione informale tra sanitari dell’équipe medica prima dell’audit ministeriale, nella quale il medico interviene ricostruendo alcune fasi dell’intervento. Il file sarebbe stato registrato da uno dei presenti e successivamente consegnato agli inquirenti.

Nel corso della conversazione, il cardiochirurgo affronta vari aspetti tecnici e organizzativi del trapianto, soffermandosi anche sulle criticità legate al trasporto dell’organo prelevato a Bolzano e arrivato a Napoli. Secondo quanto emerge dal contenuto della registrazione, il cuore destinato al trapianto sarebbe stato conservato in condizioni non conformi alle procedure standard, con l’utilizzo di ghiaccio secco invece del refrigerante previsto.

Il medico, nel difendere l’operato dell’équipe, sostiene di aver avviato la cardiectomia solo dopo aver ricevuto conferma della presenza dell’organo in sala operatoria e ribadisce la correttezza delle decisioni prese durante l’intervento, affermando che altri specialisti del settore avrebbero agito nello stesso modo in circostanze analoghe.

Nel corso del confronto vengono inoltre richiamate le responsabilità nella catena di trasporto dell’organo, con riferimento alla fase di prelievo avvenuta a Bolzano e alla gestione del materiale refrigerante, tema che ha alimentato ulteriori valutazioni tecniche nell’ambito dell’inchiesta.

Il caso è stato oggetto di un interrogatorio preventivo davanti al gip di Napoli, nel quale il cardiochirurgo ha fornito la propria versione dei fatti, mentre proseguono gli accertamenti disposti dalla magistratura e le verifiche tecniche sull’intera procedura di trapianto. Anche il collegio peritale nominato nell’ambito dell’incidente probatorio è stato coinvolto nell’analisi del caso, che resta al centro di un complesso confronto tra ipotesi investigative e valutazioni medico-scientifiche.

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