Furbetti del cartellino all'Asl, beccati in sei

Le accuse contestate, a vario titolo e nella fase preliminare delle indagini, sono quelle di false attestazioni o certificazioni e truffa aggravata

A cura di Redazione
15 maggio 2026 11:00
Furbetti del cartellino all'Asl, beccati in sei -
Condividi

Sei operatori sanitari dell’Asl sono stati sospesi dal servizio nell’ambito di un’inchiesta condotta dai carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Caserta su presunti casi di assenteismo e false attestazioni di presenza sul luogo di lavoro. La misura cautelare interdittiva è stata emessa dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Procura della Repubblica locale e riguarda dirigenti medici e infermieri in servizio presso l’azienda sanitaria. Per tutti è stata disposta la sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio o servizio per la durata di dodici mesi.

Secondo quanto spiegato dalla Procura, il provvedimento impedisce ai destinatari di svolgere attività lavorativa non solo nella struttura sanitaria di appartenenza, ma anche in qualsiasi altra struttura pubblica o convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale.

Le accuse contestate, a vario titolo e nella fase preliminare delle indagini, sono quelle di false attestazioni o certificazioni e truffa aggravata ai danni di un ente pubblico.

L’indagine dei NAS sarebbe partita da una serie di servizi di osservazione e pedinamento effettuati direttamente dai militari del reparto specializzato. I primi accertamenti avrebbero evidenziato come alcuni dipendenti si allontanassero abitualmente dal posto di lavoro durante l’orario di servizio per motivi personali, pur risultando formalmente presenti in struttura.

Alla luce degli elementi raccolti, l’autorità giudiziaria ha autorizzato l’installazione di telecamere nascoste nei pressi degli accessi e delle postazioni per la timbratura dei badge. Le immagini registrate, unite ai controlli effettuati sul territorio dai carabinieri, avrebbero consentito di documentare nel dettaglio il presunto sistema illecito.

Secondo gli investigatori, il meccanismo fraudolento si basava sulla timbratura del badge per attestare la presenza in servizio, seguita però dall’immediato allontanamento dalla struttura sanitaria per svolgere attività private estranee al lavoro. Le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e verificare la posizione di altri soggetti coinvolti.

Segui il Fatto Vesuviano