Fanno nascondere droga nelle scarpe a una bimba di 11 anni

In diverse conversazioni agli atti emergerebbe il suo coinvolgimento sia nei rapporti con clienti e complici sia nella gestione materiale

A cura di Redazione
27 maggio 2026 07:00
Fanno nascondere droga nelle scarpe a una bimba di 11 anni -
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Una bambina di appena 11 anni sarebbe stata coinvolta nella gestione di una piazza di spaccio attiva nel Parco Verde di Caivano. È uno degli aspetti più inquietanti emersi dall’inchiesta della Polizia di Stato che questa mattina ha portato all’esecuzione di dodici misure cautelari nei confronti di presunti componenti di un gruppo criminale dedito al traffico di droga nel quartiere napoletano.

Secondo quanto riportato nell’ordinanza del gip, la minore – non imputabile per l’età all’epoca dei fatti – sarebbe stata coinvolta da Teresa D’Angelo e dal compagno Domenico Di Micco nelle attività quotidiane legate allo spaccio. Undici indagati sono finiti in carcere, mentre per un dodicesimo è stata disposta la misura degli arresti domiciliari.

Le indagini, supportate da intercettazioni ambientali e telefoniche, delineano un contesto familiare nel quale la bambina avrebbe avuto piena consapevolezza delle attività illecite svolte all’interno dell’abitazione. In diverse conversazioni agli atti, infatti, emergerebbe il suo coinvolgimento sia nei rapporti con clienti e complici sia nella gestione materiale della droga.

In una intercettazione del 29 ottobre 2023, Teresa D’Angelo avrebbe chiesto alla ragazzina di verificare il motivo della presenza in casa di Luca Fischetti, anche lui destinatario della misura cautelare. Poco dopo, la bambina avrebbe riferito: «Tiene la roba in mano», dimostrando – secondo gli investigatori – familiarità con il linguaggio e le dinamiche dello spaccio.

In un’altra conversazione dello stesso giorno compare anche Biagio D’Angelo, anch’egli indagato nell’inchiesta. Durante un dialogo sulla qualità della sostanza stupefacente, Domenico Di Micco avrebbe descritto la droga come “voluminosa” e “morbida”. Dopo l’allontanamento dell’uomo dall’abitazione, Teresa D’Angelo avrebbe chiesto alla bambina di nascondere lo stupefacente. La minore avrebbe quindi domandato dove sistemarlo, ipotizzando di occultarlo nelle scarpe o nella camera da letto.

Per gli investigatori, questi elementi confermerebbero il coinvolgimento diretto della bambina in un contesto criminale strutturato, nel quale la gestione dello spaccio sarebbe avvenuta anche alla presenza di minori e con il loro coinvolgimento operativo.

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