Entrano a casa di un nonnino e lo massacrano di botte per rapina

Dopo aver forzato una porta-finestra della cucina, il gruppo avrebbe aggredito brutalmente l’anziano

A cura di Redazione
14 maggio 2026 14:00
Entrano a casa di un nonnino e lo massacrano di botte per rapina -
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Tre persone sono state raggiunte da misure cautelari nell’ambito delle indagini sulla violenta rapina avvenuta lo scorso 30 marzo ai danni di un anziano di Sant'Antonio Abate, aggredito nella propria abitazione durante un raid notturno. I Carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari emesse dal gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura oplontina, oltre a un provvedimento di collocamento in comunità disposto dal gip del Tribunale per i minorenni di Napoli su richiesta della Procura minorile.

Gli indagati sono gravemente sospettati, a vario titolo, dei reati di rapina e lesioni aggravate. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i tre avrebbero fatto irruzione nell’abitazione dell’82enne con il volto coperto da passamontagna.

Dopo aver forzato una porta-finestra della cucina, il gruppo avrebbe aggredito brutalmente l’anziano con calci e pugni, provocandogli la frattura di alcune costole e lesioni giudicate guaribili in circa trenta giorni.

I rapinatori si sarebbero poi impossessati di monili in oro per un valore stimato di circa mille euro, fuggendo subito dopo a bordo di due biciclette elettriche.

Le indagini, condotte dai carabinieri della stazione di Sant’Antonio Abate e dalla sezione operativa della compagnia di Castellammare di Stabia, sono state coordinate dalle Procure di Torre Annunziata e di Napoli per i minorenni.

Determinanti per identificare i presunti responsabili sarebbero state le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza pubblica e gli accertamenti effettuati sulle biciclette elettriche utilizzate per la fuga, successivamente trovate nella disponibilità degli indagati.

Tra i tre coinvolti figurano due maggiorenni e un giovane che, all’epoca dei fatti, era ancora minorenne. I due adulti sono stati posti agli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico, mentre il terzo indagato è stato trasferito in una comunità in provincia di Salerno.

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