Domenico, il cuore era pulsante appena prelevato: c'è un video
Proprio questo aspetto rappresenta uno dei punti centrali dell’inchiesta aperta dalla Procura di Napoli
Emergono nuovi dettagli dalle indagini sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo deceduto il 21 febbraio scorso all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un delicato intervento di trapianto cardiaco. Tra gli atti acquisiti dalla Procura di Napoli ci sono anche alcuni video registrati in sala operatoria, ora al centro dell’inchiesta che vede indagati sette medici.
Secondo quanto emerge dalle immagini sequestrate dai carabinieri del Nas, il cuore del bambino era già stato espiantato quando il contenitore refrigerato con l’organo proveniente da Bolzano non era stato ancora aperto. Nei filmati, che sono stati messi a disposizione degli indagati, dei consulenti e dei periti nominati dal gip, si vedrebbe il cuore ancora pulsante del piccolo Domenico mentre alcuni sanitari presenti in sala discutono dell’apertura del box frigo contenente il cuore destinato al trapianto.
Dalle registrazioni, stando a quanto trapela, non emergerebbero momenti di particolare agitazione: i medici parlano con toni considerati tranquilli e nulla farebbe intuire, in quei primi istanti, ciò che sarebbe stato scoperto poco dopo. Solo successivamente, infatti, i sanitari si sarebbero resi conto che il cuore arrivato da Bolzano risultava ghiacciato a causa delle temperature troppo basse raggiunte all’interno del contenitore refrigerato, dove sarebbe stato utilizzato ghiaccio secco.
Proprio questo aspetto rappresenta uno dei punti centrali dell’inchiesta aperta dalla Procura di Napoli per fare piena luce sulle cause del decesso del bambino e sulle eventuali responsabilità mediche e organizzative legate al trasporto e alla conservazione dell’organo destinato al trapianto.
La vicenda ha suscitato forte commozione e acceso un ampio dibattito sulle procedure di conservazione degli organi e sui protocolli adottati nei trapianti pediatrici. Nei giorni scorsi la famiglia del piccolo, attraverso il proprio legale, aveva espresso forte amarezza chiedendo chiarezza e giustizia sulla morte del bambino.
Le indagini proseguono attraverso l’analisi dei video, delle cartelle cliniche, delle comunicazioni intercorse tra le équipe mediche coinvolte e delle consulenze tecniche affidate dagli inquirenti.