Castello delle Cerimonie, c'è ancora una speranza

Da pochi giorni il complesso è formalmente entrato nel patrimonio comunale

A cura di Redazione
07 maggio 2026 07:00
Castello delle Cerimonie, c'è ancora una speranza -
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Il futuro del Grand Hotel La Sonrisa, conosciuto dal grande pubblico come il “Castello delle Cerimonie”, resta appeso alle decisioni della giustizia amministrativa e ai prossimi confronti istituzionali tra il Comune e la Prefettura di Napoli. Nei prossimi giorni il sindaco di Sant'Antonio Abate, Ilaria Abagnale, incontrerà nuovamente il prefetto Michele di Bari per discutere della gestione della struttura, confiscata definitivamente dopo la sentenza sulla lottizzazione abusiva.

Da pochi giorni il complesso è formalmente entrato nel patrimonio comunale, grazie alla trascrizione dell’atto presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari di Napoli. Un passaggio atteso da circa due anni e che ora apre una fase delicata, sia dal punto di vista amministrativo che economico.

Al centro della vicenda c’è il pronunciamento del Tar Campania, chiamato a esprimersi sulla sospensiva che aveva consentito ai gestori di continuare le attività alberghiere e di ristorazione nonostante la confisca. Nel frattempo il Comune ha già avviato le procedure di sgombero per le aree non destinate alle attività commerciali: si tratta di terreni e tre appartamenti occupati da familiari dei gestori.

L’orientamento dell’amministrazione comunale, almeno allo stato attuale, resta quello della demolizione della struttura. Una scelta che comporterebbe costi elevati per il Comune, ma che secondo l’ente sarebbe comunque economicamente più sostenibile rispetto a un’eventuale riqualificazione completa del complesso per usi pubblici o alternativi.

La vicenda del “Castello delle Cerimonie” ha avuto grande risonanza nazionale anche grazie al programma televisivo Il Boss delle Cerimonie, ambientato proprio nella struttura ai tempi dello storico proprietario Antonio Polese, noto come “don Antonio”.

Nonostante la sentenza definitiva di confisca sembrasse aver segnato la fine delle attività, negli ultimi mesi sono state concesse proroghe proprio per evitare un impatto immediato sul vasto indotto economico che ruota attorno alla struttura: lavoratori, fornitori, attività collegate e imprese del settore eventi e ricevimenti.

Il confronto tra Comune, Prefettura e magistratura amministrativa sarà quindi decisivo per capire se il complesso verrà definitivamente chiuso e demolito oppure se si aprirà uno scenario diverso per il futuro della storica struttura simbolo delle cerimonie napoletane.

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