Preso chi ha sparato a Fabio, il colpo è partito per errore

i due giovani poco prima dell’omicidio avrebbero preso parte a una sparatoria

A cura di Redazione
14 aprile 2026 09:30
Preso chi ha sparato a Fabio, il colpo è partito per errore -
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Svolta nelle indagini sull’omicidio del 20enne Fabio Ascione, ucciso all’alba del 7 aprile nel quartiere Ponticelli a Napoli. Nella notte sono stati fermati due giovani ritenuti responsabili del delitto: un 23enne, Francesco Pio Autero, e un minorenne. Entrambi, secondo gli inquirenti, sarebbero legati al Clan De Micco. Le accuse sono pesanti: omicidio volontario, porto e detenzione di arma da fuoco, aggravati dalle modalità mafiose.

Il provvedimento di fermo è stato emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e dalla Procura per i minorenni ed eseguito dai carabinieri. Il 23enne si è costituito spontaneamente, accompagnato dal proprio legale, mentre il minorenne è stato individuato anche grazie alle sue dichiarazioni.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, i due giovani poco prima dell’omicidio avrebbero preso parte a una sparatoria, a bordo di uno scooter, contro esponenti del gruppo rivale Clan Veneruso-Rea, nel vicino comune di Volla.

Successivamente si sarebbero spostati nei pressi di un bar a Ponticelli, dove Fabio Ascione si trovava con alcuni amici dopo aver terminato il turno di lavoro in una sala bingo. Proprio in quel momento sarebbe partito accidentalmente un colpo di pistola – forse mentre il 23enne maneggiava l’arma – che ha colpito il giovane al petto, uccidendolo.

Decisive per l’indagine sono state le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, che hanno consentito agli inquirenti di ricostruire i movimenti dei due fermati.

Per gli investigatori, quindi, si tratterebbe di una tragica fatalità maturata in un contesto criminale, che ha spezzato la vita di un ragazzo estraneo a qualsiasi dinamica illegale.

Intanto, nella mattinata odierna, nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Ponticelli, si svolgono i funerali del 20enne, considerato a tutti gli effetti una vittima innocente.

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