Mamma e figlio di Poggiomarino truffano anziana al Nord

Le indagini hanno poi fatto emergere come quello di Muggia non fosse un episodio isolato

A cura di Redazione
04 aprile 2026 10:45
Mamma e figlio di Poggiomarino truffano anziana al Nord -
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Una coppia insospettabile, madre e figlio uniti non solo da legami familiari ma – secondo gli inquirenti – anche da un’attività criminale ben organizzata. Arrivano da Poggiomarino i due arrestati dai carabinieri con l’accusa di aver messo a segno truffe ai danni di anziani, utilizzando il collaudato sistema del “finto carabiniere”.

Un legame familiare trasformato in complicità

Lei, 44 anni. Lui, 24. Una madre e un figlio che, secondo le indagini condotte dai militari della Compagnia di Udine, avrebbero agito in coppia, con ruoli ben definiti.

Un copione ripetuto più volte, fatto di telefonate studiate nei dettagli, toni convincenti e storie costruite per generare ansia e urgenza nelle vittime. Un sistema che faceva leva sulla fiducia nelle istituzioni e sulla vulnerabilità delle persone più anziane.

Il colpo e l’arresto

L’ultimo episodio, quello che ha portato al loro arresto, si è consumato a Muggia. Qui una donna di 80 anni è stata contattata telefonicamente e indotta a credere che un familiare fosse coinvolto in un grave episodio.

Con questo pretesto, il marito è stato convinto ad allontanarsi da casa, mentre la donna è rimasta sola. È stato in quel momento che uno dei due si è presentato alla porta, riuscendo a farsi consegnare denaro contante e gioielli per un valore complessivo di decine di migliaia di euro.

Ma i movimenti della coppia erano già sotto osservazione. I carabinieri, che da tempo monitoravano i loro spostamenti, sono intervenuti subito dopo il colpo, bloccandoli all’uscita dell’abitazione. Nonostante un tentativo di fuga, madre e figlio sono stati fermati.

Un sistema ripetuto

Le indagini hanno poi fatto emergere come quello di Muggia non fosse un episodio isolato. In una struttura ricettiva dove i due alloggiavano è stato rinvenuto un ulteriore bottino composto da gioielli, riconducibile ad altri colpi messi a segno nei giorni precedenti, tra cui uno avvenuto a Povoletto ai danni di un’anziana di 89 anni.

Il recupero della refurtiva

L’intera refurtiva è stata recuperata e restituita alle vittime, mentre per i due si sono aperte le porte del carcere di Trieste.

Una storia che colpisce

Colpisce, in questa vicenda, il coinvolgimento diretto di una madre e di suo figlio in un’attività che sfrutta la fragilità degli anziani. Un rapporto familiare trasformato – secondo l’accusa – in una vera e propria alleanza criminale, capace di muoversi anche lontano dalla propria regione per mettere a segno truffe seriali.

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