Madre e figlia avvelenate, analisi sui cesti di Natale

Sotto esame sono finiti i piatti preparati in ambito domestico e consumati la sera del 23 dicembre

A cura di Redazione
08 aprile 2026 13:30
Madre e figlia avvelenate, analisi sui cesti di Natale -
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Si concentrano su tre momenti chiave le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, 15 anni, decedute dopo un malore improvviso manifestatosi la mattina di Natale. Gli inquirenti stanno ricostruendo con precisione quanto accaduto tra il 23 e il 24 dicembre, analizzando due cene e un pranzo consumati nelle ore precedenti alla tragedia.

La Procura di Larino ha aperto un fascicolo per omicidio volontario, mentre la Squadra Mobile di Campobasso sta approfondendo ogni dettaglio legato agli alimenti ingeriti in quei giorni. Secondo quanto emerso, i consulenti tecnici avrebbero escluso un’assunzione progressiva della sostanza tossica, la ricina, indicando invece un’ingestione rapida e in quantità elevate, compatibile con un effetto immediato e letale.

Sotto esame sono finiti i piatti preparati in ambito domestico e consumati la sera del 23 dicembre e durante il pranzo e la cena della Vigilia, condivisi tra l’abitazione del padre e quella della suocera. Tra gli alimenti analizzati figurano anche pietanze a base di funghi, inizialmente sospettate di aver causato una possibile intossicazione.

Parallelamente, gli investigatori stanno verificando anche il contenuto di eventuali regali alimentari ricevuti dalla famiglia, in particolare da Gianni Di Vita, marito della donna e padre della ragazza: cesti gastronomici, conserve e prodotti confezionati potrebbero rappresentare il veicolo della sostanza tossica, qualora qualcuno li avesse contaminati prima che venissero consumati.

Nelle prossime ore lo stesso Di Vita, ex sindaco e professionista molto noto in paese, sarà ascoltato dagli inquirenti per chiarire chi abbia avuto accesso agli alimenti e per ricostruire con precisione la presenza delle persone durante i pasti sotto esame.

Le indagini proseguono senza escludere alcuna ipotesi, nel tentativo di fare piena luce su una vicenda dai contorni ancora oscuri.

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