Il papà di Sofia: "Sarai sempre la mia bambina"
E poi l’immagine più dolce, quasi sospesa tra cielo e speranza: una figlia tra gli angeli, libera, serena, accolta nell’amore eterno
“Mi manchi in ogni istante. Nei silenzi, nelle risate, in quei momenti piccoli che erano solo nostri. Avrei voluto proteggerti da tutto, tenerti ancora qui, stringerti forte e dirti ancora mille volte quanto eri amata. Sarai sempre la mia bambina, la parte più bella di me. Riposa in pace, vita mia. Ti amerò per sempre, oltre il tempo, oltre tutto.” Sono le parole di Fabio Di Vico postate sui social. La figlia Sofia, 15 anni, si è spenta Ostia durante il ritiro della squadra di basket a Maddaloni. Il dramma è avvenuto a cena e si sospetta uno choc anafilattico visto che la ragazza era allergica al latte.
È un dolore che non cerca spiegazioni, quello di un padre che affida le sue parole al cielo. Non c’è rabbia, non c’è domanda: solo un amore immenso che si aggrappa alla fede per non crollare. Un amore che, anche spezzato, continua a vivere.
Nel suo ricordo, la figlia non è assenza ma presenza diversa, più silenziosa eppure fortissima. Vive nei gesti quotidiani, nei pensieri che tornano improvvisi, nei ricordi che non smettono di respirare. È una vicinanza che cambia forma ma non intensità.
E poi c’è quella sofferenza profonda, umanissima, di chi avrebbe voluto fare da scudo contro ogni male. Un dolore che diventa quasi preghiera, offerta, una croce personale da portare con dignità, cercando un senso anche quando sembra impossibile trovarlo.
La fede diventa allora rifugio. L’immagine della figlia si trasforma: non più legata alla terra, ma libera, luminosa, accolta in una dimensione di pace. Il padre la immagina serena, tra gli angeli, mentre continua a sorridere, a vivere, a essere se stessa in un altrove che consola chi resta.
Non è solo un addio quello che emerge da queste parole. È una promessa che supera la morte. È la certezza che l’amore non si interrompe, ma cambia strada, attraversa il tempo e si radica nell’eterno.
Nel tempo della Pasqua, quando tutto richiama il senso della rinascita, questa storia diventa il racconto di una fede che resiste anche davanti al dolore più grande. Perché, se la morte sembra chiudere ogni cosa, è l’amore – sostenuto dalla speranza – a restare davvero.
E in quel cielo che oggi sembra lontano, c’è una figlia che continua a vivere. E un padre che continua ad amarla, con la convinzione che un giorno, nella luce di Dio, potrà riabbracciarla ancora.