Il caso delle barelle a noleggio: "Anche 40 euro all'ora"

Nel caso specifico la famiglia avrebbe sborsato circa 400 euro per garantire alla donna un posto

A cura di Redazione
13 aprile 2026 20:30
Il caso delle barelle a noleggio: "Anche 40 euro all'ora" -
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Un vero e proprio sistema parallelo, costruito sulla fragilità dei pazienti e delle loro famiglie, sarebbe emerso nelle ultime ore all’esterno del pronto soccorso dell’Ospedale del Mare, dove si sarebbe sviluppato un mercato illecito di barelle gestito da soggetti legati ad ambulanze private.

A far scoppiare il caso è stata la denuncia di una donna, Ornella, che ha raccontato quanto accaduto durante il ricovero di una sua familiare novantenne, giunta in ospedale in codice arancione. Secondo la sua testimonianza, una volta arrivati davanti alla struttura, personale non appartenente al servizio sanitario si sarebbe avvicinato chiedendo se la paziente fosse già stata trasferita su una barella. Alla risposta negativa, sarebbe stata avanzata una proposta tanto improvvisa quanto sconcertante: il noleggio di una barella privata, a pagamento.

Le tariffe richieste oscillerebbero tra i 30 e i 40 euro all’ora, cifre che, nel corso di una lunga permanenza al pronto soccorso, possono rapidamente trasformarsi in somme molto elevate. Nel caso specifico, la famiglia avrebbe sborsato circa 400 euro per garantire alla donna un posto su una barella per l’intera notte, evitando così di lasciarla su una sedia o, peggio, in condizioni di ulteriore disagio.

Il racconto, che descrive un contesto definito dalla stessa testimone “drammatico”, lascia emergere un quadro preoccupante: la carenza di posti e di attrezzature all’interno del pronto soccorso avrebbe creato uno spazio in cui soggetti esterni riescono a inserirsi, offrendo servizi a pagamento in un momento di estrema vulnerabilità per i cittadini.

Secondo quanto trapela, non si tratterebbe di un episodio isolato. Nelle ultime ore, infatti, diversi riscontri avrebbero confermato che pratiche simili si verificherebbero con una certa frequenza, alimentando il sospetto di un sistema organizzato e radicato.

Proprio alla luce della gravità delle accuse, sono scattati i primi controlli: sul posto sono intervenuti i militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS), con l’obiettivo di verificare eventuali responsabilità, accertare i fatti denunciati e interrompere qualsiasi attività illecita.

L’intera vicenda riporta al centro dell’attenzione le criticità strutturali del sistema di emergenza, in particolare nei grandi ospedali, dove l’elevato afflusso di pazienti, la carenza di personale e la scarsità di mezzi possono generare situazioni limite. In questo contesto, fenomeni come quello denunciato rischiano di proliferare, trasformando un servizio pubblico essenziale in terreno fertile per abusi e speculazioni.

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